Economia

Concetti parziali, approssimativi.
Privato e stato. Stato e privato.  In sinergia ed in settori ben definiti. 
Credo che il nostro Paese avesse un sistema valido nella produzione di ricchezza. Sistema peraltro e purtroppo in corso di smantellamento. Tuttavia mi sarebbe piaciuto vedere "dentro" quel sistema, regole chiare, semplici e maggiore professionalità. Chi controlla e chi è controllato, chi è controllato e chi controlla. Chi ingegna e chi collabora, chi intraprende e chi mette il privato nelle condizioni di creare valore. La libera iniziativa privata è un valore oltre a essere una ricchezza, così come trovo che alcuni settori vadano lasciati allo Stato nell'esercizio della sua funzione pubblica perchè strategici o primari. 
Preoccupazione, la mia, per i nostri fondamentali economici, buoni, al contrario dell'opinione dilagante e non attenta, ma in rapido deterioramento, quello si, per più fattori. Mi colloco lontano dall'attuale barzelletta dello stock di debito pubblico come odierno problema del sistema paese, relativo soprattutto alla sua sostenibilità. Mentre, quello si, con le politiche di austerità il nostro debito pubblico vede un peggioramento e minaccia insostenibilità.
Penso che l'economia non possa essere sganciata dal contesto nel quale essa si concretizza: il territorio, la cittadinanza e le sue esternalità positive e negative. Cioè, i veri interpreti. 
Per non rimanere parziale il suo indice di "progresso" va per me rapportato alle molte dinamiche umane sganciandosi dai semplici numeri sinonimo di una ricchezza che dà e poi magari toglie in suolo, risorse, efficienza, efficacia o in salute. 
L'unica casa disponibile e con essa i suoi abitanti. Ne abbiamo una. Viviamo in un contesto di risorse "date", forse è ora che l'Homo Sapiens Sapiens se ne renda definitivamente conto ed entri davvero nel nuovo millennio.