12 luglio 2018

Pesticidi: effetto cocktail, obesità e diabete - di Patrizia Gentilini


@ Futuribilepassato | Luca Tittoni. "L’informazione è il primo indispensabile strumento per difendere la nostra salute e quella dei nostri cari".
Si conclude con questa affermazione, breve quanto efficace, l'ultimo articolo della dottoressa Patrizia Gentilini, medico facente parte dell'Associazione Italiana dei Medici per l'Ambiente (Isde, International Society of Doctors for the Environment).
Oggetto della sua analisi, ancora una volta, i pesticidi e i loro effetti; nello specifico esaminati in concentrazioni multiple seppure, badate bene, sotto l'ipotetica soglia di rischio sanitario per l'uomo.
E proprio qui, negli effetti umani sotto la cosiddetta soglia di pericolosità, si concentra il focus dell'articolo.
In apertura dello stesso il riferimento a un dettagliato rapporto di matrice francese: Metabolic Effects of a Chronic Dietary Exposure to a Low-Dose Pesticide Cocktail in Mice Sexual Dimorphism and Role of the Constitutive Androstane Receptor; studio meglio illustrato nel corso della lettura.
Le riflessioni portate da Patrizia Gentilini in quest'ultimo importante scritto anticipano solo di qualche giorno un altro articolo di vitale centralità: Tumori, l'Italia è tutto un Sin (Sito di interesse nazionale, quindi da bonificare)?
"Documento", quest'ultimo, che può essere letto nella sua interezza a questo link.
Ma torniamo ai pesticidi. Desidero anch'io amplificare le riflessioni in esso riportate. Ne propongo infatti uno stralcio poco sotto e rimando al sito di Patrizia Gentilini (qui) per una completa lettura dell'articolo.

Ha avuto grande riscontro sulla stampa e ha suscitato molto clamore la recente pubblicazione di uno studio condotto in Francia (qui) che ha valutato su cavie l’azione di un cocktail di sei pesticidi comunemente presenti nella dieta, in particolare nelle mele come di recente documentato dalla stessa Agenzia europea per la sicurezza alimentare, Efsa (qui). Le sostanze erano presenti nel cibo somministrato agli animali e ciascuna di esse a una dose considerata non tossica e quindi assolutamente tollerabile. Il cocktail conteneva sia insetticidi (thiacloprid, chlorpyrifos) che fungicidi (boscalid, captan, thiofanate, ziram) ampiamente usati anche in Italia e puntualmente presenti nelle nostre falde acquifere. Le cavie che hanno ricevuto le piccole e ripetute dosi quotidiane di pesticidi (in modo quindi del tutto sovrapponibile a quella che è l’esposizione umana) hanno presentato, rispetto al gruppo di controllo alimentato con il medesimo mangime ma senza residui di pesticidi, profonde alterazioni metaboliche, in particolare steatosi epatica, tendenza all’obesità, intolleranza al glucosio con effetto diabetogeno, alterazione del microbiota intestinale.

Si tratta di una ricerca certamente importante specie perché mette in evidenza l’inadeguatezza delle valutazioni tossicologiche che (oltre a molte altre manchevolezze) prendono in esame il singolo pesticida e trascurano l’effetto “cocktail”, ovvero l’azione spesso sinergica delle diverse sostanze contemporaneamente presenti. Tuttavia non si tratta certo di una novità visto che da decenni una parte della comunità scientifica denuncia il pericolo rappresentato da sostanze che alterano l’equilibrio ormonale, compreso quello metabolico e che sono note come “interferenti endocrini”. Il termine “interferente endocrino” è stato introdotto per la prima volta nel 1991 e con esso si intendono tutte le sostanze che interferiscono con la sintesi, la secrezione, il trasporto, l’azione, il metabolismo o l’eliminazione degli ormoni. Si tratta di diverse migliaia di sostanze di natura chimica anche molto diversa fra loro, da metalli pesanti come cadmio e arsenico al bisfenolo A, dal Ddt alle diossine, ai pesticidi etc. e, al pari degli ormoni, agiscono a dosi estremamente basse, per cui il detto di Paracelso “la dose fa il veleno” in questo caso non vale.

Prosegue nella sua interezza al link di cui sopra.