19 giugno 2016

Fusione Nucleare, il mondo a Frascati

@ Futuribilepassato | Luca Tittoni. "Riprodurre" le stelle, sul pianeta terra. I maggiori esperti al mondo in fatto di fusione nucleare: 450 scienziati impegnati in una cinque giorni di confronto presso il Centro Nazionale Ricerche ENEA di Frascati per la 22a edizione dell'International Conference on Plasma Surface Interactions in Controlled Fusion Devices.
La società e il contesto economico fortemente energivori, i gravi problemi ambientali pendenti, tutto ciò spinge a guardare un orizzonte lontano, verso le stelle, che, forse, mai nella storia dell'uomo si avvicinano alla velocità della luce.
Buona lettura.
Fonte articolo: Frascati Scienza, qui.

Cinque giorni di incontri organizzati dall’Enea, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile. L’International Conference on Plasma Surface Interactions in Controlled Fusion Devices, giunta quest’anno alla sua 22esima edizione, e per la prima volta realizzata in Italia, ha riunito 450 fra i maggiori scienziati ed esperti a livello mondiale nella ricerca sulla fusione nucleare per discutere sul futuro della produzione di energia nucleare.
Il sogno è ambizioso: arrivare a riprodurre i meccanismi delle stelle e avere a disposizione una fonte di energia inesauribile, sicura e pulita, in grado di soddisfare consumi energetici in costante crescita.
Il Centro Ricerche Enea di Frascati, è coordinatore nazionale per il progetto Iter (International Thermonuclear Experimental Reactor), la macchina per la fusione in via di realizzazione in Francia, a Cadarache e in altri progetti internazionali Demo, Broader Approach e nell’agenzia Ue Fusion for Energy.
Durante questi 5 giorni di incontri l’Italia ha spinto la propria candidatura per ospitare e realizzare la macchina sperimentale del progetto Divertor Test Tokamak (DTT), che vuole fornire risposte sulla fattibilità della produzione di energia dalla fusione nucleare.
L’investimento è da 500 milioni di euro: “Le ricadute scientifiche ed economiche sono di grande rilievo – segnala Enea – ad oggi oltre 1 miliardo per le imprese italiane che realizzano i componenti (tra cui Ansaldo Nucleare, ASG Superconductors, Walter Tosto e SIMIC): si tratta di quasi il 60% del valore delle commesse europee per la produzione della componentistica ad alta tecnologia. E l’obiettivo è di generare nuovi contratti per altre centinaia di milioni di euro nei prossimi 5 anni”.
I partner ci sono, e di tutto rispetto: Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), Consorzio di Ricerca per l’Energia, l’Automazione e le Tecnologie dell’Elettromagnetismo (Create) e un gruppo di università. Il governo, inoltre, ha incluso il progetto fra le iniziative finanziabili con i fondi per la competitività recentemente attivati dal Piano Junker.
Con questo progetto l’area tuscolana si confermerebbe ancora una volta come centro nevralgico della ricerca di fisica in Italia e in Europa, e la costituzione di un grande laboratorio potrebbe coinvolgere oltre 250 tra ricercatori e tecnici e dando impulso all’industria nazionale con impatti significativi sia dal punto di vista occupazionale che di competitività.
Prosegue al link di cui sopra.

Nessun commento:

Posta un commento

Grazie per commentare in questo sito.