26 giugno 2016

Allons enfants

@ Futuribilepassato | Luca Tittoni. In lungo e in largo domina ovviamente il tema "Brexit" e per chi non ferrato come me rilancio questi due cross macreoconomici del Prof. Alberto Bagnai, qui e qui.
Spostandoci più a sud, nell'Europa continentale, precisamente in Francia - Eurotunnel o aereo, a ciascuno la propria scelta referendaria - si gioca l'ennesima partita su un tema da settimane a centro pagina, poi ridotto a trafiletto e, infine, nascosto come Thiago Motta a centrocampo.
Considerato che seguo a intermittenza gli europei di calcio e, pur volendo, i cugini saranno pure cugini ma ci si vede a Natale e io tifo sempre Italia, la posta in palio si gioca non sul manto erboso di Saint Denis o del Velodrome di Marsiglia, bensì dentro uffici, fabbriche e ora anche nelle strade.
Il lavoro.
Le dure proteste contro la "Loi Travail", infatti, non accennano a diminuire e vanno avanti senza sosta, attutite, nel pianeta ubiquitario dell'informazione o presunta tale, da una Francia impegnata anche sul fronte calcistico.
In molti, per tematica e misure previste, hanno equiparato gli interventi sul mercato del lavoro voluti da Valls e Hollande - ma non solo da loro, anzi, qui  - al nostro Jobs Act, "riforma" varata con inno di Mameli cantato a squarciagola dal governo Renzi e che dopo qualche sgroppata sulla fascia non sembra capace di superare più nemmeno la metà campo (qui).
L'impostazione parrebbe infatti simile, ma non stupisce. 
In fin dei conti l'austerità, si sa, è poco creativa e molto teutonica, pardon, quadrata.
Medesima ricetta per molti stati, seppur con tessuti economici diversi e fondamentali economici ormai simili, cioè alle corde: deflazione salariale, interventi sulla produttività, ricadute sulla domanda interna e via col disco rotto che però trova via via sempre meno tifosi.
Insomma, per lasciar dentro quella che sembra a tutti gli effetti la moneta sbagliata che gira a vuoto in mezzo al campo, occorre agire sul resto della squadra con mosse tattiche sbagliate. Per la serie: mi serve una prima punta versione ariete e io metto dentro un "terzinaccio" di qualità.
In termini poco tecnici le misure della nuova legge sul lavoro francese si riassumono in questo articolo a firma di Andrea Barolini su Life Gate.
Che l'Unione Europea e ancor di più l'Eurozona fossero già schiacciati nella propria area di rigore a causa di politiche folli e lontane dai veri bisogni dei cittadini, è comune sentire.
A questo proposito stupisce la reattività civica francese ma in senso negativo perchè forse in ritardo. Ossia a rigore fischiato e con l'arbitro che corre già verso il dischetto.
Viene da chiedersi dove fossero in questi anni i cugini mentre Atene veniva irrispettosamente demolita e Roma e Madrid capitolavano sotto le pallonate di un rigore con finalità recessive e predatorie.
Il pallone si sa, è rotondo, e può sempre finire anche nella tua metà campo. Se poi in squadra non hai più Zidane o Platini allora devi prepararti pure tu.
Probabilmente i residui di grandeur e una politica molto a testuggine (contrariamente all'Italia sempre divisa) generano miopia, e al fischio dell'arbitro, stavolta il rinvio è stato sbilenco e la sfera è piombata pericolosamente verso la porta transalpina che, ora, inneggiando alla Bastiglia ha mostrato una reazione scenografica ma tardiva sotto alcuni aspetti.
Intanto è certo che, tra un  té e l'altro, sua Maestà saluta e si defila lasciando l'Unione Europea soffocata da pericolose tensioni e leadership visibilmente inadeguate.
Gonfia il petto e suona la Marsigliese per una Francia che vola ai quarti dei campionati europei da lei stessa organizzati e che, soprattutto, scommette in piazza la residua salvaguardia del proprio mercato del lavoro, con la speranza che riesca a difendere la sua metà campo da riforme che riforme non sono (Crisi, la Finlandia è malata come la Grecia pur avendo fatto tutte le riforme, qui). 
Sarebbe, questo, un importante goal per avviare, si spera, un vero punto di snodo da cui l'Unione Europea prenda fiato e nuovo vigore con, prima di tutto, maggiore equità decisionale.
Domani tiferò rigorosamente Italia, ma da più settimane, tifo anche un po' Francia.
Allons enfants!
Fonte foto post: clicca qui.

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