06 maggio 2016

Pannolini lavabili? Quanto risparmiamo non usando gli usa e getta

@ Futuribilepassato | Luca Tittoni. Desidero riprendere l'articolo di Linda Maggiori riguardante l'uso di pannolini lavabili rispetto a quelli usa e getta. Le considerazioni e i rimandi presenti nel suo post sono interessanti anche in virtù delle metodiche di riciclo ancora sperimentali e non riproducibili su larga scala riferite al pannolino usa e getta. Chiaramente l'articolo offre un quadro più ampio dell'intero discorso e merita davvero la lettura.  
Qui il link del post di Linda presente su Il Fatto Quotidiano, sotto ne riporto un suo breve estratto. Buona lettura. 
Fonte foto post: clicca qui.

Una nota ditta di pannolini usa e getta sta chiedendo ai genitori di fotografare “un gesto d’amore” rivolto ai loro figli… le foto più belle faranno parte del video promozionale degli usa e getta. Tante mamme allora, per protesta, spediscono foto dei loro bimbi “vestiti” con coloratissimi pannolini lavabili (qui), dicendo “questo è il mio gesto d’amore verso la terra e verso mio figlio: usare i pannolini lavabili”. Ma perché questa protesta bianca? Un bebè nei primi suoi anni di vita, produce quasi 1 tonnellata di rifiuti (qui), solo contando i pannolini usa e getta. Se poi aggiungiamo salviette, creme e cremine, flaconi di shampoo, bagnoschiuma, oli…tutti in confezioni usa e getta, il numero raddoppia. Per produrre la cellulosa di 5800 pannolini (quel che consuma un bebè in due anni e mezzo) si devono abbattere 10-15 grandi alberi. Bel gesto d’amore che regaliamo ai nostri figli e alla terra! Ma non basta, perché non c’è solo cellulosa nei pannolini usa e getta. Ci sono anche plastica, cloro (per sbiancare la cellulosa) e gel ultra assorbenti, che oltre a irritare e  surriscaldare la pelle del bimbo, sono molto inquinanti al momento dello smaltimento. I pannolini usa e getta occupano il 10-20% del volume totale dei rifiuti conferiti in discarica e creano grandi problemi: si degradano in oltre 500 anni rilasciando sostanze chimiche nocive (sodium polyacrilate, tributyl-stagno (Tbt), diossina, xylene, ethylbenzene, styrene, isopropylene). Se inceneriti producono sostanze nocive (tra cui diossina), nanoparticelle, ceneri da smaltire e contribuiscono al riscaldamento globale.
D’altro canto gli esempi di riciclaggio di assorbenti usa e getta, sono solo sperimentali e non ancora applicabili su larga scala. Smaltire una tonnellata di rifiuti indifferenziati costa alla comunità circa 150 euro. Un comune con quella somma potrebbe incentivare l’acquisto di pannolini lavabili per ogni bambino che nasce: sempre più comuni virtuosi prevedono infatti incentivi all’acquisto o sconti nella tassa rifiuti (qui). I pannolini lavabili sono sempre più consigliati anche dai pediatri, perché sono delicati con la pelle del bimbo, lasciano traspirare, vengono cambiati più spesso dalle mamme (ogni 3 ore), e sono utili a mantenere la corretta divaricazione delle anche e una temperatura non troppo alta (pericolosa soprattutto per i maschietti). Inoltre molte mamme notano un’anticipazione dell’abbandono del pannolino.

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