10 febbraio 2016

Passion lives here

@ Futuribilepassato | Luca Tittoni. A volte si vive così intensamente un'esperienza che, a posteriori, non si riesce quasi a raccontarla. Come a custodirne gelosamente i frangenti. La valanga di istantanee che scorrono nella mente brillano come neve al sole e fanno da contraltare alle poche parole, tentennate, accennate, spesso non completate. E, con il trascorrere del tempo, si assapora sempre di più quell'esperienza: umana, sportiva, internazionale.
Scelgo di raccontare il clou di quei giorni con la magnifica notte di dieci anni fa, momento nel quale il mondo, tutto, guardava a Torino, al nostro operato e mi rifaccio a questa frase che ha poco di personale e molto di attuale: 
"Hanno imparato a concedersi il lusso di pensare in grande e di sopportare la luce dei riflettori. Talvolta persino di accenderli".
Mix tra amarcord e realtà. Ma, in fin dei conti, Torino ha sempre pensato in grande dentro uno stile proprio.
L'occhiello, per così dire, è ripreso da questo articolo de La Stampa: Le Olimpiadi che hanno cambiato Torino (e i torinesi). 
Qualcosa è bello quando affascina, è grande quando lascia il segno. 
I Giochi hanno lasciato molto - nonostante una gestione discutibile di alcune infrastrutture nel dopo evento - di materiale e immateriale alla città e alle persone.
A me hanno lasciato un'alchimia di sensazioni vive ma non facilmente descrivibili.
Dieci anni fa esatti, a questa ora, attraversando il Villaggio Olimpico del Lingotto tra frammenti di delegazioni, quiete irreale e con pochi atleti presenti - quelli che all'indomani avrebbero gareggiato scegliendo di concentrarsi bypassando la cerimonia - guardavo distrattamente le televisioni sparse in ogni dove e respiravo dal vivo un clima difficilmente riproducibile. L'olimpiade era il proiettore, noi le immagini, sperando di ben figurare agli occhi del grande pubblico.
Poi, con calma, mi portai verso l'area "call center" della venue e, paradossalmente, in un piccolo televisore, quasi un francobollo, con una delle mie responsabili, vidi l'accensione del braciere firmato Pininfarina.
Quella Fiamma, da me e altri 10.000 tramandata poche settimane prima, rivederla, di colpo, e al termine del suo viaggio, fu accecante.
Pochi minuti dopo, il delirio, con il Villaggio centro del pianeta e zeppo di colori e civiltà, dentro la città considerata la porta d'Italia - mai, forse, assonanza più corretta - tra la neve, a pochi gradi centigradi, ma tremendamente calda, rossa, sublime, come quel "Passion lives here" che tanto le donava e ancora le dona, teatro dell'Olimpiade invernale più bella di sempre.

Buona lettura e visione. Foto post: Agenzia LaPresse.

+ 10, decennale dalla XX Olimpiade invernale dell'era moderna, Torino olimpica 2016. Gli eventi in programma e come partecipare a questo link.

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