15 dicembre 2015

Dondero, la fotografia è un'arte semplice

@ Futuribilepassato | Luca Tittoni. Un piccolo omaggio a Mario Dondero, fotografo contemporaneo e tra le principali figure del fotogiornalismo italiano e non. Dondero, scomparso poche ora fa, ha saputo raccontare storie di vita con armoniosa semplicità. Ed è proprio da questo concetto, la semplicità, che desidero riprendere l'articolo: Dondero, la fotografia è un'arte semplice, pubblicato su Vita e a firma di Giuseppe Frangi. Qui l'articolo di cui sotto un breve estratto. In foto: Anicée Alvina, ritratto, autore Mario Dondero. Buona lettura.

Dondero non rappresenta il fotografo romantico “che non c’è più”. Rifiutava questa etichetta di eroe di un passato travolto dalla storia. Lui era ostinatamente convinto che la sua strada fosse quella giusta e quella che poteva garantire un futuro alla fotografia. «Ho sempre pensato a un racconto fotografico incentrato sull'osservazione di fatti minimali, su ciò che nella società rimane latente e deve essere riportato alla luce. In questo risiede il valore civile del nostro mestiere. Malgrado i giganteschi cambiamenti intervenuti». In effetti Dondero si è mosso con la stessa dimestichezza dai fronti di guerra, alle straordinarie immagini degli intellettuali che amava e stimava (Pasolini in primis), sino alle foto quotidiane, senza rilevanza di cronaca. La costante che unisce questi contesti così diversi sta in questa filosofia di Dondero: «Io inseguo sempre la variante».

"Il colore distrae. Fotografare una guerra a colori mi pare immorale". Mario Dondero

1 commento:

  1. Dondero era un uomo denso di capacità critica e di alto spessore morale. Per questi motivi è stato anche un fotografo come pochi.

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