12 novembre 2015

Spending review, Roberto Perotti lascia: "Non mi sentivo molto utile"

@ Futuribilepassato | Luca Tittoni. Che a Palazzo Chigi non ci fosse tutta questa gran voglia di spending review era nell'aria e non solo con il Governo Renzi, probabilmente ben prima, anzi, limitare questo all'attuale esecutivo sarebbe una considerazione parziale e, appunto, limitata. Seguendo poco l'attività politica ho maturato la consapevolezza della poca spinta alla riduzione della spesa non produttiva (quella ingente) con la presentazione del decreto "Sblocca Italia".
Ma considerazioni personali a parte, per ora, l'unica certezza è che la profonda riduzione operata dalla spending review sta nel taglio dei commissari che se ne dovrebbero occupare. La spending review taglia i commissari che dovrebbero tagliare la spending review. Forzandolo un po', il ragionamento è questo. E direi singolare.
Dopo Cottarelli e Bondi, infatti, è ora la volta di Roberto Perotti, PhD in Economics al MIT di Cambridge, professore alla Columbia University di New York e poi alla Bocconi. Perotti si è dimesso qualche ora fa dall’incarico assunto, a titolo gratuito, poco più di un anno fa, di consigliere economico del presidente del Consiglio con particolare attenzione alla spending review. 
Motivazioni sintetizzate dall'economista bocconiano: "Non mi sentivo molto utile". 
Sotto, alcuni articoli che esprimono meglio il pensiero di Roberto Perotti unito alla scelte fatte dal governo.
  • Spending review? No grazie, l'ultimo a dirlo è Roberto Perotti. Rimane solo Gutgeld. Qui.
  • Niente risparmi, Perotti si dimette: "La spending review non è una priorità". Qui.
  • Perotti lascia l'incarico di commissario alla spending review. Qui.

Nessun commento:

Posta un commento

Grazie per commentare in questo sito.