25 novembre 2015

La Francia ritarderà ancora il vincolo UE di rientro dal deficit?

@ Futuribilepassato | Luca Tittoni. Poche ore dopo i tragici attentati di Parigi il primo ministro francese, Manuel Valls, ha fatto sapere che intenderebbe ritardare (sforare ulteriormente) il rispetto del parametro UE relativo al rapporto deficit/PIL. A oggi, infatti, la Francia non rientra nella soglia limite del 3%, vincolo europeo nell'ambito del Patto di Stabilità e Crescita insieme all'altra misura, altrettanto nota, quella del debito pubblico pari o al di sotto del 60% del Prodotto Interno Lordo per ciascun paese.
La ragione di questo nuovo sforamento annunciato da Parigi si motiverebbe in nuove spese per la sicurezza che, attenzione, non intaccherebbero però la portata delle altre voci.
In soldoni: spendo di più per la sicurezza ma non porto tale maggiore spesa in compensazione sulle altre voci di bilancio.
Chiarendo subito che ogni stato aderente a Maastricht può oltrepassare la soglia del 3% (Germania e Francia lo fecero nel 2003 e 2004 senza incorrere negli strali dell'UE) le procedure che Bruxelles innescherebbe sono le seguenti: avvertimento preventivo, raccomandazione, sanzione.
Qui i dettagli della procedura.
Oltralpe, quindi, il rientro nella soglia limite del 3% sarebbe programmato per il 2017, la Francia, per capirci, nel 2009 annoverava un rapporto deficit/PIL del -7,5% seppure in graduale riduzione.
Alla luce però di questi anni e mesi si può forse parlare di austerità A e austerità B? Una più rigida e una più morbida? Se infatti pare condivisa una maggiore flessibilità di conti verso la Francia è meno noto ma ben visibile (sulla nostra economia) come l'Italia abbia dovuto attuare snervanti politiche per rientrare senza troppa flessibilità nel parametro del 3% e provare poi a rimanervi, cosa non facile in questo contesto economico.
Il nostro Paese rispetta il vincolo deficit/PIL del 3% dal 2012 seppur quest'anno faticherà molto a rimanervi "dentro".
Per arrivarci, peraltro in piena recessione economica, abbiamo sostanzialmente distrutto imprese, imprenditori, spremuto famiglie, operai, ditte individuali, tagliato servizi essenziali al cittadino, perso diritti importanti per tutti noi.
Desidero quindi analizzare meglio questo aspetto cercando di capirne di più e proponendo, sotto, un articolo tecnico ripreso da Goofynomics di Alberto Bagnai e due articoli di mero livello descrittivo circa la situazione deficit/PIL in seno all'area Euro.
Proprio sulla richiesta avanzata da Parigi, intanto, l'Unione Europea sembra indugiare. Conferme e smentite si alternano rimandando ogni decisione al 2016.
Staremo a vedere.
Grafico post, fonte Eurostat, andamento del rapporto deficit/PIL aggiornato al 2013 di Francia e Italia. Le differenze sono evidenti.
Buona lettura.
  • La Francia e i "suoi" obiettivi europei. Di Alberto Bagnai. Qui.
  • Parigi, Valls: "La Francia oltrepasserà i vincoli UE sul deficit". Qui.
  • UE: "Valuteremo nel 2016 se Francia e Belgio fuori dal Patto di Stabilità per spese sulla sicurezza". Qui.

Nessun commento:

Posta un commento

Grazie per commentare in questo sito.