10 novembre 2015

Gran Sasso d'Italia, è allarme rosso per il ghiacciaio più meridionale d'Europa

@ Futuribilepassato | Luca Tittoni. Gran Sasso d'Italia senza pace. Non bastano le accese discussioni di questi mesi su degrado, rilancio, declino, confini del parco e chi più ne ha più ne metta, addirittura un furto notturno di 30 mucche al pascolo nella piana di Campo Imperatore, nota di colore, molto meno per l'allevatore.
Di antropico e caldo oltre alle polemiche ci sono anche le temperature che proseguono a fondere il permafrost secolare del glacionevato più meridionale d'Europa.
E' infatti notizia di oggi la pessima condizione del ghiacciaio del Calderone, unico di tutto l'Appenino italiano, cartina al tornasole climatica per il centro Italia e non solo.
A lanciare il nuovo allarme è Claudio Smiraglia dell'Università degli studi di Milano che da trent'anni studia il ghiacciaio situato nel massiccio del Gran Sasso d'Italia.
Ricordo quando verso la fine degli anni '80 molti servizi televisivi parlavano già di una forte riduzione e  della futura (vicina) sparizione del Calderone. Ero molto piccolo, quella notizia mi turbò e permise poi, col tempo, di stabilire un profondo legame con il massiccio del Gran Sasso una volta adulto.
Sono riuscito a vedere il ghiacciaio del Calderone nell'agosto del 2010, una grande emozione; sorvolo tra le cime e storia geologica, qui.
In foto, invece, la parte alta del ghiacciaio ancorato alla cima occidentale del Corno Grande. Le persone presenti sulla vetta a 2.912 m.s.l.m. rendono perfettamente idea del fisiologico rapporto di forze tra uomo e madre natura, proporzioni che oggi abbiamo forse alterato con ripercussioni per tutti, a prescindere che "si creda" o meno nella problematica del global warming.
Nell'estate del 2000 il ghiacciaio, a seguito di un'ulteriore riduzione, si è definitivamente separato in due tronconi nel corso della stagione ablativa, troncone superiore e inferiore, tutto documentato nei link sottostanti.
Sole a parte, anche i caldi fari della stampa puntati nuovamente e da poche ore sul glacieret del Calderone, che torna alla ribalta e non per belle notizie.
Al tempo stesso io ricordo pure il Dosdè. E' infatti singolare come l'uomo debba ricorrere a metodiche assurde quanto banali per fronteggiare delle emergenze probabilmente da lui stesso create. Del ghiacciaio Dosdè' sono ancora scolpite nella mente le immagini dei miracolosi teli bianchi di cui parlai più volte anche su questo sito e molto tempo fa (qui e qui).
La condizione del ghiacciaio pirenaico abruzzese preoccupa nononstante la strenua protezione operata dalla particolare conformazione del Corno Grande (vetta orientale, centrale, occidentale e Torrione Cambi) e dai calcari chiari di cui è costituito il massiccio.
Perdere fronte, superficie e spessore dei nostri ghiacciai significa perdere acqua potabile, acqua dolce in generale e storia.
L'allarme rosso lanciato da Campo Imperatore giunge peraltro a pochi giorni dall'inaugurazione della conferenza intergovernativa sul clima COP 21 di Parigi (qui). Buona lettura.
  • Diminuito del 33%, il ghiacciaio più a sud d'Europa, potrebbe essere a rischio a causa dei cambiamenti climatici. Clicca qui.
  • Abruzzo, a rischio scomparsa il ghiacciaio del Calderone, è l'unico dell'Appennino. Clicca qui.
  • Allarme rosso per il ghiacciaio del Calderone. Clicca qui.
  • Il ghiacciaio più meridionale d'Europa è quasi del tutto scomparso. Clicca qui
  • Ghiacciaio del Calderone, Wikipedia, qui
  • Nel Calderone del riscaldamento globale anche l'ultimo ghiacciaio degli Appennini. Clicca qui.
  • Monitoraggio annuale del ghiacciaio del Calderone, galleria fotografica e rilievi, qui
  • E chi va controcorrente: Gran Sasso, il ghiacciaio del Calderone è sempre più esteso, clicca qui, correva l'anno 2011.

Nessun commento:

Posta un commento

Grazie per commentare in questo sito.