20 novembre 2015

Accade nella terra del Vajont

@ Futuribilepassato | Luca Tittoni. Il buonsenso e la memoria porterebbero molti a non tentare, meglio evitare. Eppure non è così.
La sete di energia, che vera sete non è, perchè di tutta questa energia non ne abbiamo realmente bisogno, a prescindere dall'attuale basso voltaggio dell'economia, ingrossa però fiumi e torrenti. Di fresco, infatti, oltre l'acqua del fiume Piave ci sono i sussidi pubblici, strumento ambiguo su più fronti (anche nel settore rifiuti), che a volte colpiscono territori della penisola in nome di uno sviluppo che sviluppo non è.
Soprattutto, la sete di energia, se fosse veramente tale, non trarrebbe vero giovamento da simili impianti come quello a grandi linee proposto nel Comune di Ponte nelle Alpi.
Le parole allora si mischiano alla rinfusa ma rimangono ugualmente potenti: storia, vita, sviluppo, ricostruzione, lungimiranza, memoria, partecipazione, dialogo, provocazione, economia, crescita, uomo e natura. In una parola: rispetto.
Impianti piccoli, medi o grandi, calati dentro territori peraltro con una certa, precisa memoria, meriterebbero grande attenzione, si, un rispetto doppio. Buona visione. Qui.
Interventi in aula consiliare del sindaco di Ponte, Paolo Vendramini e di Ezio Orzes, assessore all'ambiente del Comune di Ponte nelle Alpi.

Il Comune di Ponte nelle Alpi, Provincia di Belluno, municipio dalle innovative politiche soprattutto in materia ambientale ed energetica, primo comune riciclone d'Italia in ambito rifiuti nel 2010, 2011, 2012, 2013, 2014 e 2015, territorio comunale confinante con Longarone (luogo non proprio sconosciuto), a due passi da Erto (altro nome per niente nuovo) e a qualche chilometro dalla diga del Vajont (ultimo aiutino per i più distratti) è interessato da un progetto di centraline idroelettriche sul fiume Piave, impianto che, prima di tutto, meriterebbe maggior rispetto di luoghi già molto provati. Qui e qui. A questo link anche un post di solidarietà riportato sul sito Comuni Virtuosi.

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