20 ottobre 2015

Rosetta, La Missione, intervista ad Alessandro Ercolani

@ Futuribilepassato | Luca Tittoni. Rosetta. La Missione. Per provare ad immaginare la portata di quanto fatto dai tecnici dell'ESA potete leggere la scheda informativa della missione a questo link.
Uno dei padri di Rosetta è l'ingegnere Alessandro Ercolani. Da Frascati. Mente italiana e, se non sbaglio, non l'unica del Belpaese nella stessa missione. Per capirne genesi e gestazione a livello temporale suggerisco di leggere questo stralcio. La sonda Rosetta, che ha dato poi il nome a tutta la missione, è tra gli emblemi della tecnica. Anche perchè lanciare una sonda nello spazio, avvicinarla a una cometa fino a soli 6 chilometri, dalla stessa sonda sganciare poi un lander (Philae) che è atterrato sulla cometa mentre quest'ultima viaggiava e viaggia a 500.000 km/h, non è cosa che capita tutti i giorni. A me, francamente, riesce difficile pure spiegarlo a parole! Aggiungo che il punto di contatto di Philae con la cometa è stato, sempre a 500.000 km/h, "sbagliato" di soli 120 metri rispetto al punto di atterraggio previsto. Nulla. E molti di noi che a volte faticano anche a parcheggiare!
Di questa meraviglia dell'audacia umana l'ingegnere castellano si è occupato del "linguaggio" di Rosetta, tradotto, del suo software. E comunicare è vivere. A milioni di milioni di chilometri, poi.
Ho avuto il privilegio di ascoltare Alessandro Ercolani il 24 settembre scorso presso le Scuderie Aldobrandini, nel corso della Settimana Europea della Scienza. Parole chiare, semplici, comprensibili a tutti, sguardi increduli e occhi ben aperti.
Ercolani dal 2009 è responsabile per la sezione che gestisce i sistemi di controllo e i simulatori per tutte le missioni scientifiche dell’ESA. 
Rosetta è volata verso la cometa 67/P Churyumov-Gerasimenko in questo modo: qui il suo decollo e qui le spinte gravitazionali con Terra e Marte prima di lanciarsi oltre l'infinito alla rincorsa di 67/P. Ma quello a cui desidero offrire maggiore risalto è la competenza umana, con le sue immense capacità e "fragilità".
L'Associazione Frascati Scienza ha intervistato il tecnico dell'ESA e l'intero articolo può essere letto a questo link. Lo consiglio.
Molto interessanti alcuni passaggi dell'intervista, tra questi ne riprendo uno che a me ha colpito e che va logicamente contestualizzato con il resto dell'intervista:
"Il momento più brutto per me è stato all’inizio del 2003, data inizialmente prevista per il lancio di Rosetta. Negli anni precedenti avevamo lavorato tutti come pazzi per essere pronti, e poi nel Novembre 2002 un razzo Ariane esplose. Siccome era di un tipo simile a quello che avrebbe dovuto lanciare Rosetta nel suo viaggio cosmico, l’ESA decise a Gennaio 2003, pochi giorni prima del lancio, di bloccare tutto. Per me fu un vero trauma. 
Dopo un periodo così lungo di stress e super lavoro, mi trovavo quasi con le mani in mano, senza sapere cosa fare. Avevo tanto tempo libero e non sapevo cosa farne, non ero più abituato ad altre attività che non fossero collegate alla preparazione del sistema di controllo di Rosetta. 
Mi ritrovavo con una vita personale semi-distrutta, con un sacco di capelli bianchi e tanto vuoto dentro". 
Come è finita? Semplice, basta guardare dove è giunta Rosetta.
Buona lettura. (Fonte foto post: Frascati Scienza)

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