24 agosto 2015

Allattamento al seno e salute del pianeta

@ Futuribilepassato | Luca Tittoni. Come coniugare riflessioni circa l'allattamento al seno, la biologia umana e i gas serra? Adriano Cattaneo, ISDE Trieste, lo fa in maniera molto interessante con un articolo ben scritto per la sezione sanità de Il Sole 24 ore. Qui il link, "pezzo" che può essere letto nella sua interezza anche sotto. Buona lettura.

Bisognerebbe smetterla di dire e scrivere che l'allattamento fa bene alla salute di mamme e bambini. Caso mai si potrebbe dire e scrivere che non allattare comporta dei rischi per la salute. Allattare è infatti la norma biologica e naturale; allattiamo perché siamo mammiferi. Chi direbbe mai a una leonessa: allatta i leoncini così li proteggi dalle infezioni? Sarebbe ridicolo. Come sarebbe ridicolo dire che respirare fa bene alla salute. Respirare è naturale; è il non respirare, o il respirare male, che possono essere dannosi per la salute.
Come tutti i processi biologici e naturali, allattare serve anche a proteggere l'ambiente. Usare sostituti del latte materno, soprattutto in misura superiore allo stretto necessario (e lo stretto necessario è pochissimo), fa invece male all'ambiente. Un libriccino di Ibfan Italia , uscito recentemente e disponibile anche in italiano, riporta la stima dell'impronta carbonica della produzione di latte in polvere: per produrne un kg si emettono 21,8 kg di CO2-eq di gas serra; pensate a quanti kg se ne producono e se ne consumano, e fate i conti.
A questo inquinamento si devono aggiungere la deforestazione per allevare mucche e coltivare mangimi, il consumo di combustibili fossili per le varie fasi di trasporto, produzione, preparazione e conservazione, l'uso di materie prime e lavorate (metalli, carta, plastica) che solo in piccola parte si riciclano e che in gran parte si bruciano (rilasciando composti tossici), e lo spreco enorme di energia. Per non parlare dello spreco d'acqua: ce ne vogliono circa 4.700 litri per produrre un kg di latte in polvere.
Il latte materno è invece il prototipo dei prodotti biologici; anche se a volte può essere inquinato da sostanze chimiche, tra cui, ironicamente, alcune che sono residui della produzione di latte artificiale e dell'eliminazione dei relativi rifiuti. È un vero e proprio slow food: è molto saporito (trasporta aromi e sapori dei cibi assunti dalla madre) e contiene in equilibrio perfetto tutti i nutrienti di cui il bambino ha bisogno. Cambia in continuazione per adattarsi ai fabbisogni e alle caratteristiche del bambino che cresce.
Non produce scarti e non inquina; consuma pochissima acqua ed energia, e le usa con un'efficienza che si avvicina al 100%. È l'unico cibo al mondo a millimetri zero: passa direttamente dalla zona di produzione a quella di consumo. Si può facilmente concludere che contribuisce a salvaguardare il pianeta. O meglio, che sostituirlo con latte artificiale contribuisce a deteriorare il pianeta.

Allattare è quindi una priorità per la prevenzione primaria.
Le seguenti misure di protezione, promozione e sostegno dell'allattamento dovrebbero essere incluse nello strumentario di tutti gli operatori sanitari, che si occupino di salute individuale o pubblica:
  • Protezione
  1. Garantire che tutte le madri che lavorano, comprese quelle, in aumento, con contratti di lavoro precario o a tempo determinato, possano allattare i propri figli in maniera esclusiva fino a circa 6 mesi e possano poi continuare, dopo aver introdotto altri alimenti, fino a che lo desiderano.
  2. Premere sul governo e sulle autorità sanitarie perché pongano dei limiti rigorosi al marketing dei sostituti del latte materno, ben più rigorosi di quelli della legge attualmente in vigore (Dm 82/2009) e in linea con ilCodice Internazionale dell'OMS (cliccare qui).
  3. Assicurare che tutte le mamme possano allattare i loro figli quando, dove e come vogliono, senza restrizione alcuna. 
  • Promozione
  1. Fare in modo che in tutti i mezzi e le forme di comunicazione l'allattamento sia rappresentato come il modo naturale di alimentare i bambini (vedi link) .
  2. Introdurre in tutte le scuole, nelle discipline appropriate, elementi di educazione che istruiscano tutti gli alunni, fin da piccoli, sull'importanza e la pratica dell'allattamento.
  3. Favorire le Iniziative Amiche dei Bambini, negli ospedali e in altre strutture sanitarie, nelle facoltà di scienze mediche, nelle farmacie e nelle comunità (vedi link) .
  • Sostegno
  1. Fare in modo che le pratiche sanitarie, durante la gravidanza, il parto e l'allattamento, siano il più rispettose possibile della fisiologia e non disturbino i riflessi innati primitivi che l'evoluzione umana ha fornito a tutte le madri e a tutti i neonati.
  2. Garantire che ogni donna in gravidanza e dopo il parto abbia accesso, gratuitamente, a un sostegno competente in caso di difficoltà con l'allattamento (faccia a faccia, in casa o in una struttura sanitaria, al telefono, o via internet; da parte di un operatore sanitario formato, di una consulente in allattamento, o di una mamma alla pari).
  3. Formare tutti gli operatori sanitari che hanno contatto con donne in gravidanza e allattamento affinché siano in grado di rispettare i processi fisiologici della gravidanza, del parto e dell'allattamento, e di intervenire adeguatamente solo quando necessario.
  4. Fornire sostegno competente in maniera prioritaria alle donne meno istruite o a basso reddito, a maggiore rischio di non allattare o di allattare meno del voluto, per ridurre le disuguaglianze, o per non accrescerle.
In un testo così breve non è possibile entrare nei dettagli operativi delle misure di cui sopra. I principi elencati sono tuttavia chiari, e la letteratura e la manualistica sono ricche di tutti gli elementi necessari per impadronirsi delle conoscenze e delle competenze pratiche indispensabili per metterli in pratica. Ma conoscenze e competenze pratiche sono condizioni necessarie, ma non sufficienti: bisogna che cambino anche motivazione e atteggiamenti, e soprattutto che gli operatori sanitari si liberino dei conflitti d'interesse che troppo spesso li legano ai produttori e ai distributori di sostituti del latte materno.

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