16 luglio 2015

Rifiuti, a Messina grande lavoro e risultati importanti

@ Futuribilepassato | Luca Tittoni. Questo post va alla città di Messina, "l'alba" del servizio di raccolta porta porta mostra validi risultati. L'augurio che questi risultati possano essere il traino per un ulteriore impegno civico e professionale da parte della cittadinanza e degli addetti ai lavori. Soprattutto, l'auspicio di vedere nello "Stretto", con l'andare dei mesi, il sole della differenziazione dei rifiuti solidi urbani, del loro riciclo e di cittadina presto altamente virtuosa, ben alto all'orizzonte di quel suo splendido mare. Congratulazioni poi ad Alessio Ciacci (qui) per le energie e la professionalità che sta impiegando. Avanti tutta, Messina. Buona lettura. Fonte foto post e foto originale: cliccare qui.

Raccolta differenziata porta a porta tocca il 78% a Messina, fonte: Ciacci magazine, clicca qui. In continuo aumento i dati della raccolta differenziata dopo la partenza del “Porta a porta” in alcune zone a nord e a sud della città, nei Quartieri di Ganzirri, Torre Faro, Giampilieri, Altolia, Molino, Pezzolo, e Briga. Le percentuali di raccolta differenziata variano a seconda delle frazioni ma con percentuali in media molto incoraggianti.  Il dato migliore, anche in Giugno, rimane quello del quartiere Ganzirri che tocca quota 78% di raccolta differenziata, un vero e proprio record per una città della Sicilia, ma in ogni zona coinvolta dal nuovo sistema di raccolta ci sono dati incoraggianti oltre al 50 e 60% di materiale avviato a riciclo.
“Tutti dovrebbero capire, anche nelle proprie abitudini, che solo dalla raccolta differenziata passa un miglioramento dei servizi per la città – affermano l’Assessore all’Ambiente Daniele Ialacqua ed il Liquidatore di Messinambiente, Alessio Ciacci. In terra siciliana alcuni ancora paiono scettici ma i dati parlano da soli. Il servizio della raccolta differenziata potrà essere esteso prosimamente a grandi fette della città, tutti sono chiamati a fare sempre di più per i propri figli, separando correttamente ogni singolo scarto nelle proprie abitazioni ed attività, utilizzando le isole ecologiche ed i cassonetti della raccolta differenziata. I segnali sono davvero incoraggianti ma dobbiamo continuare a migliorarci, sia nella qualità dei servizi che nella partecipazione dei cittadini.”
I dati della raccolta differenziata, in continuo aumento, hanno permesso di selezionare oltre 170 tonnellate di materiale, sottraendo alla discarica tante tonnellate di carta, plastica e vetro, avviato così a nuova vita. Numeri importanti, che confermano il successo dell’iniziativa, la grande capacità della cittadinanza di raccogliere questa nuova importante sfida e la capacità dell’azienda di costruire servizi di qualità.
Tra poche settimane arriveranno a Messina i contenitori della raccolta differenziata finanziati da Comieco che saranno distribuiti a tutte le famiglie per poter effettuare la raccolta differenziata con più facilità, così come i tre nuovi mezzi, sempre finanziati da Comieco, che permetteranno di aumentare significativamente le zone coperte dal porta a porta ed i livelli di raccolta differenziata.

Messina, Progetto Save, 2 tonnellate di scarti recuperati in una settimana, fonte: Stretto web, clicca qui. Sono oltre 2 tonnellate gli scarti alimentari raccolti, dal 3 all’11 luglio, nella prima settimana di attività del progetto SAVE, grazie al quale sono stati sottratti alla discarica e avviati, invece, alla trasformazione per la produzione di cibi animali. Un’autentica rivoluzione nel campo degli sprechi alimentari, avviata dall’Università degli Studi di Messina, Comune e Messinambiente, attualmente presso il mercato Vascone. Si tratta del primo caso in Europa. Un processo virtuoso anche sotto il profilo strettamente economico.
La frutta e gli ortaggi scartati, non più utilizzabili per l’alimentazione umana ma ancora dotati di importanti proprietà, vengono raccolti, selezionati e, “grazie a un protocollo – afferma il prof. Vincenzo Chiofalo, responsabile scientifico di Save – di rigorose analisi studiate e messe a punto dall’Università di Messina attraverso i laboratori del PanLab appena realizzati e dotati delle più avanzate tecniche analitiche, utilizzati come cibo per gli animali, componenti nutritive, fertilizzanti o per altri scopi industriali. L’ortofrutta raccolta viene analizzata al fine di garantirne la sicurezza alimentare, i dati ottenuti hanno mostrato che l’ortofrutta non idonea al consumo umano può essere ancora utilizzata anche in alimentazione animale, creando un risparmio economico per le aziende ovviamente dopo la verifica delle analisi”. I ricercatori dell’Università di Messina hanno organizzato le attività prelevando l’ortofrutta che in brevissimo tempo viene trasferita presso il PanLab permettono di verificarne la idoneità al consumo animale garantendo la salubrità in conformità alle normative vigenti. “A Messina è nata una grande eccellenza a livello nazionale ed europeo – commentano l’assessore all’Ambiente, Daniele Ialacqua ed il liquidatore di Messinambiente, Alessio Ciacci -. In linea con le direttive europee sulla gestione dei rifiuti, che danno priorità assoluta alla prevenzione degli scarti e alla loro riduzione, parte da Messina un progetto che per la prima volta vede trasformare uno scarto alimentare in una nuova materia prima. Una buona pratica da diffondere a livello nazionale e che, se diffusa in tutte le principali città italiane potrebbe togliere oltre 100 mila tonnellate dallo smaltimento, con un beneficio economico di oltre 14 milioni di euro di costi risparmiati, oltre ai benefici economici per gli allevatori. Siamo partiti da una situazione disastrosa ma stiamo costruendo in questa città esperienze guida per tutta la Regione e non solo. Ringraziamo tutti gli attori di questo importante progetto e gli operatori commerciali per i quali l’amministrazione comunale si sta già muovendo per applicare uno sconto sulla tariffa dei rifiuti. Visti questi ottimi risultati potremmo pensare presto anche ad una estensione della raccolta differenziata degli scarti vegetali anche ad altri mercati cittadini”.
SAVE è un progetto di ricerca proposto e vinto dall’Università di Messina con il coordinamento di GTS consulting insieme ad altri partner pubblici e privati, finanziato dal MIUR nell’ambito del programma Smart Cities, che mira alla creazione di un sistema intelligente per la sostenibilità ambientale, sociale ed economica della filiera alimentare attraverso la valorizzazione degli scarti biologici di produzione, la riduzione degli sprechi del sistema distributivo e dei consumatori e l’utilizzo alternativo degli sprechi residui come prodotti per l’industria zootecnica e agroalimentare.

Nessun commento:

Posta un commento

Grazie per commentare in questo sito.