24 maggio 2013

Campania, la più grande catastrofe ambientale a "partecipazione pubblica"

@ Futuribilepassato | Luca Tittoni
23 maggio 2013. La mente corre inevitabilmente alla strage di Capaci, al "Falco", per dirla con Sergio De Caprio (nel 1992 "Capitano Ultimo" del Ros, oggi colonnello del NOE, Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri contro le ecomafie). E con il pensiero che si poggia idealmente su tutti i martiri di stato e non caduti nel contrasto ad ogni forma di criminalità organizzata che lacera questo paese fin nelle sue viscere, l'attenzione di questo post si rivolge ad una pratica che proprio dalla criminalità organizzata prende vita, trascinando nel baratro intere comunità civili ed enormi porzioni di territori potenzialmente splendidi e devastati dalle ecomafie con l'imprescindibiile ausilio dell' "omertà" istituzionale. Stato che in Campania usò le maniere forti ed in passato inviò addirittura i militari, il tutto non per tutelare le popolazioni da simili pratiche di autentico sterminio di massa ed avviare un corretto ciclo dei rifiuti ma, al contrario, per pratiche estremamente discutibili come quella di blindare e proteggere, ad esempio, il costruendo inceneritore di Acerra, divenuto, quello si, nel corso del tempo, sito di interesse strategico nazionale (A2A e gli eroi di Impregilo, per dirla con Berlusconi, ancora ringraziano). Quella che oggi è mostruosamente annoverata come la "Terra dei Fuochi" è un'altra intima vergogna che purtroppo riguarda tutti e sulla quale c'è poca voglia di fare autentica luce. Nella diversità del dramma, un po' come le stragi di mafia.
La pratica criminale di smaltire o riciclare i rifiuti speciali bruciandoli, va avanti da molti, troppi anni. Lo abbiamo documentato tutti i giorni con foto e video, denunciando questo scempio a ogni organo competente. Da quando abbiamo iniziato sono trascorsi diversi anni. Tuttavia, senza che nulla sia realmente cambiato! Inizia così, un’altra stagione di roghi, fumi tossici e di chissà quanti altri veleni. Si continua come se nulla fosse. Sempre negli stessi luoghi. Spesso sentiamo parlare di cancro, ma a cosa serve curare i tumori o donare soldi alla ricerca, se nessuno si occupa concretamente della nostra prevenzione primaria? (Fonte intro, clicca qui)
Nonostante tutte le parole, l’attenzione, e le promesse di esponenti politici, il vasto territorio che comprende le città al confine tra le provincie di Napoli e Caserta, ormai tristemente ribattezzato come  “Terra dei Fuochi”, continua ed essere bersagliato dalla pratica criminale dello sversamento di rifiuti di ogni genere, in seguito alle molte segnalazioni di associazioni e cittadini esasperati dal fenomeno, sono stati sequestrati e inibiti all’uso agricolo alcuni terreni del comune di Caivano, inquinati irrimediabilmente dallo sversamento di solventi; ma all’attivismo dei tanti cittadini, delle forze dell’ordine, e di alcuni magistrati corrisponde la lentezza burocratica; tutti i proclami e le rassicurazioni ricevute durante la recente campagna elettorale per le politiche nazionali sono stati disattesi; lo prova la recente bocciatura del “registro dei tumori”, la cui realizzazione, chissà perché, è puntualmente osteggiata. I cittadini e le associazioni che popolano quei territori, ormai, hanno preso coscienza da anni della gravità del fenomeno e non si sono arresi, facendo fronte comune, rispolverando la vecchia “arte d’arrangiarsi”: hanno, di fatto, creato dei “registri tumori” virtuali, attingendo alle risorse della rete e dei “social networks”; lo scopo non è, e non potrebbe essere, quello di sostituire il registro ufficiale, ma  quello di smuovere le coscienze e di toccare le corde di chi amministra, e magari, di chi avvelena quei territori nella speranza che si renda conto di privare i loro figli, e le nuove generazioni, del “diritto alla salute”. La sinergia che si è creata su internet ha attirato l’attenzione di moltissime persone; il sito “laterradeifuochi.it”; i gruppi spontanei creati su facebook, fra tutti il gruppo “Vittime del Triangolo della Morte”, i video di denuncia postati su “youtube”, oltre all’attenzione dei media, rappresentano tutti fattori che stanno mettendo le istituzioni all’angolo, impedendo loro di tergiversare ancora sul problema; di fronte ad appelli come quello lanciato recentemente da Don Maurizio Patriciello, su Facebook, non si può continuare a far finta di niente :” Vorrei chiedere a tutti i genitori dei bambini, giovani e adolescenti morti per cancro o leucemia nelle province di Napoli e Caserta, e a tutti i figli o coniugi di adulti morti per la stessa malattia, di farci avere presso la parrocchia San Paolo Apostolo al Parco Verde in Caivano ( Napoli ), la foto in cartaceo dei loro cari ( magari tre o quattro copie ) che provvederemo a mandare ai vari ministri ( Ambiente, Interno, Salute ), al presidente della regione Campania e a quello della nostra amata Repubblica. Vi chiedo di non stancarvi. Di non essere pessimisti. Di continuare ad avere speranza. Tanta, tanta speranza. Prego tutti gli amici di fb ( facebook) di farsi portavoce verso i fratelli e le sorelle che hanno subito un lutto e che forse non usano questo mezzo. Non abbassiamo la guardia. Non limitiamoci solo alla indignazione. Diamoci da fare. Sempre. Senza stancarci. Senza deprimerci. Senza far finta che il problema non ci riguarda. Vi chiedo anche di condividere questo messaggio almeno una volta al giorno. Vi terrò informati su tutto.” Non si può attendere oltre, c’è un pezzo Campania che sta letteralmente morendo, gli abitanti della “Terra dei Fuochi” sono in guerra contro un nemico invisibile, che giornalmente inquina il loro territorio attraverso la diossina scaturita dagli incendi di ammassi di rifiuti; vittime di “bombe ecologiche” che non vengono sganciate ma sotterrate; troppi giovani sono deceduti a causa del cancro; con genitori costretti a seppellire i propri figli: la cosa più innaturale di questo mondo. (Fonte articolo "Zoom In", clicca qui)

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