06 agosto 2012

Italia, tra luci ed ombre

@ Luca Tittoni | Speciale Londra 2012
Altra intensa giornata per lo sport azzurro alle Olimpiadi di Londra. Luci: la delegazione italiana conquista un oro con Campriani, un argento con Fabbrizi ed un bronzo con Morandi. Bilancio positivo che ci issa saldi al sesto posto nel medagliere. Ombre: l'oro olimpico di Pechino 2008 nella 50 km di marcia viene trovato positivo all'Epo, per lui scatta la sospensione e, con tutta probabilità, la fine della sua carriera. Peccato Alex. Davvero un peccato.
E' stato il migliore di tutti. E ora nessuno lo può contestare. L'azzurro Niccolò Campriani, gia medaglia d'argento nella carabina 10 metri, ha vinto la finale della carabina 3 posizioni 50 metri con il il nuovo record olimpico. E' la settima medaglia d'oro dell'Italia in questi Giochi. L'azzurro, ha chiuso le qualificazioni al comando della classifica generale, con 1180 punti, record olimpico, dei quali: a terra 396, in piedi 390 ed in ginocchio 394. Il fiorentino, poi, in finale, ha mantenuto il vantaggio sui rivali diretti: secondo e medaglia d'argento il sudcoreano Jonghyun Kimlo, terzo e medaglia di bronzo lo statunitense Matthew Emmons. «Ci ho messo tutto me stesso. Ci sarebbe tanto da raccontare di questi quattro anni, che sono stati veramente lunghi. Volevo venire per fare il massimo delle mie capacità. Non ho lasciato niente al caso e vado via senza rimpianti» ha spiegato Campriani a fine gara. «Quando entri con un vantaggio così - ha aggiunto la medaglia d'oro azzurra - hai sempre tutto da perdere. Niente è scontato. Da 50 metri sbagliare e fare un 5 ci vuole niente. Cercavo di prendere un colpo alla volta e sono contento che con me ci sia sul podio anche Emmons». È molto emozionato Campriani e ci tiene a ringraziare tutti. «Non so che dire, sono stato bravo e fortunato a incontrare la gente che mi abbia permesso tutto questo come i miei genitori, mio fratello, lo staff della federazione, Petra. Questo è uno sport individuale, ma non ce l'avrei mai fatta senza loro». Campriani ha parlato poi del suo futuro. «Rimango in Italia e non ho nessuna intenzione di andare via. Ho avuto la possibilità di studiare negli stati Uniti e l'ho sfruttata. Era importante fare questa esperienza di vita. È prestissimo per pensare al futuro, già il presente mi confonde abbastanza». Il fiorentino si è soffermato poi sull'incidenza degli sport minori sul medagliere italiano. «Le medaglie sono medaglie. Le Olimpiadi devono essere una ispirazione per i giovani, per quelli che sono i valori olimpici. Si vive ancora quello che è lo sport, dai ragazzini che vengono per la prima volta al poligono, fino a questi livelli. Forse qualcuno in più in Italia oggi sa che esiste il tiro a segno». «Questa è l'Italia che vince, che fa suonare l'inno. Datemi pure del nazionalista, ma sono contento e fiero di essere italiano e di essere il presidente del Coni» sottolinea soddisfatto il numero uno dello sport italiano Gianni Petrucci dopo la vittoria dell'oro di Campriani. (Fonte: Corriere della Sera)

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