29 luglio 2012

Italia, che inizio!

E alla fine cadde. Ma, per noi, è stata una caduta morbida. Il mito Vezzali non si rinnova, il quarto oro olimpico (individuale) non ci sarà. Ma, paradossalmente, se la vecchia campionessa non ripete, è il trionfo più grande nella storia del fioretto femminile azzurro: perchè il podio recita solo in italiano. Dopo il bronzo di Valentina vinto con la coreana Nam al culmine di un esaltante recupero, l'oro se l'è preso un'altra jesina, Elisa Di Francisca, nel derby contro Arianna Errigo. Che proprio la Vezzali aveva battuto in semifinale. Una finale molto equilibrata, le due italiane si sono rincorse per tutto il match, finché la Di Francisca non ha colpito con la stoccata decisiva, nel tempo supplementare. Per quello che è un trionfo assoluto. Con la Vezzali di bronzo, si completa infatti una giornata da leggenda: mai il fioretto femminile aveva conquistato tutto il podio. Ed è un passaggio di testimone simbolico, la consacrazione di una scuola, quella di Jesi. Un cammino difficile, quello verso la finale, per la neo-medaglia d'oro che ha rischiato di uscire subito dalla gara dopo essersi trovata sotto 8-3 negli ottavi di finale contro la tedesca Carolin Golubytskyi. Gli «straordinari» (ha poi vinto 15-9) hanno ridato smalto alla Di Francisca, che è scivolata via facile (15-9 alla giapponese Sugawara) prima della semifinale thriller contro la sudcoreana Hyun Hee Nam che a meno di un minuto dalla fine dell'assalto conduceva 9-5. È stato il momento della svolta: in 20 secondi Elisa ha recuperato tre stoccate (10-9 per la coreana) prima di chiudere 11 pari e prevalere al «golden goal».«È una grandissima emozione, sono felicissima. Questo oro me lo sono sudato, in tutti i sensi». Elisa Di Francisca può finalmente godersi la grande vittoria nel torneo olimpico di fioretto, una cavalcata culminata con il successo in finale con la compagna ed amica Arianna Errigo. «Oggi tutto è stato un po' in salita - ha detto la neo campionessa olimpica -. Era da Pechino che voleva questa medaglia, ci sono riuscita perchè sono cambiata e maturata». Al termine della finale ha ricevuto l'abbraccio del fratello Michele e dei familiari, una sorta di «invasione di campo». Poi, alla cerimonia sul podio, ha un po' contenuto la gioia nel rispetto delle sue compagne di nazionale: «Capisco che non erano contente. Fosse capitato a me, avrei riso di circostanza, per il nervoso. Valentina - ha concluso la 30enne jesina - è una grande campionessa, Arianna è molto intelligente e sa distinguere l'assalto dalla vita». E un pensiero alla portabandiera è arrivato anche da Napolitano «Complimenti a tutti - ha dichiarato il presidente - in particolare alla Vezzali». E lei non ha nascosto l'amarezza per l'oro sfumato: «Ho abbracciato mia mamma che ha detto che sono stata bravissima. A casa porto un bronzo e mi spiace tantissimo: volevo fare ciò che nessuna donna aveva mai fatto alle Olimpiadi. Purtroppo, chi parte con i favori del pronostico ha sempre tantissima pressione addosso». E non vuole arrendersi, pare: « Non è detto che non trovi motivazioni per riprovarci a Rio, a 42 anni». «Sì, certo, è un argento olimpico. Potrei essere contenta, ma tra il primo e secondo posto c'è un abisso...». Non fa finta di nascondere la delusione Arianna Errigo, dopo la sconfitta in finale con la Di Francisca. «Avessi sorriso sul podio, sarebbero scese le lacrime - ha commentato la 24enne brianzola -. Ho tirato bene per tutto il torneo, c'era la tensione giusta che però non è andata a buon fine».(Fonte articolo, clicca qui)
Una vittoria storica, la prima per il nostro arco a squadre maschile. L'Italia ha vinto la prima medaglia d'oro di Londra 2012 nell'arco, battendo in finale gli Usa 219-218 con l'ultima freccia da 10 scagliata da Michele Frangilli, in lacrime sul podio durante l'inno di Mameli. A completare il trio Marco Galiazzo e Mauro Nespoli. È la prima medaglia d'oro a squadre per gli azzurri, vicecampioni olimpici a Pechino, mentre Galiazzo aveva conquistato l'oro individuale ad Atene 2004. La prima telefonata di felicitazioni per l'oro italiano nell'arco a squadre giunta al segretario generale del Coni e capo delegazione Raffaele Pagnozzi è stata quella di Stefano Domenicali, direttore della gestione sportiva della Ferrari. Il team di Maranello, infatti, ha collaborato ad un progetto di ricerche che ha consentito con macchinari moderni di selezionare la qualità delle frecce utilizzate dagli azzurri nel corso del torneo olimpico e di lavorare anche sulle calzature. Complimenti anche dall'account Twitter: «Prima medaglia d'oro per l'Italia ai Giochi Olimpici nel tiro con l'arco a squadre! Complimenti a tutti!», scrive la scuderia impegnata a Budapest dove domenica è in programma il Gp d'Ungheria, si complimenta, tramite Twitter, con Michele Frangilli, Marco Galiazzo e Mauro Nespoli, gli azzurri che hanno conquistato l'oro nella finale a squadre di tiro con l'arco. Michele Frangilli ha poi raccontato le sue lacrime: «Ho pensato a mia madre Paola che è morta nel 2005. Lei c'era ad Atlanta e anche ad Atene pur stando male. Ma lì non sono riuscito a vincere. Oggi sono sicuro che da lassù mi ha aiutato». Mentre Mauro Nespoli ha dedicato la vittoria al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ha telefonato al presidente del Coni Petrucci per ringraziare e congratularsi: «La dedica che mi ha rivolto Nespoli -ha detto Napolitano a Petrucci - è idealmente rivolta all'intero Paese per le prove che sta affrontando». «Mi sono messo nei suoi panni, ci ero passato anch'io ma mi sono fidato di lui, ho creduto in lui, anche Galiazzo mi aveva detto che avrebbe fatto un 10 ed è andata - dice Nespoli, 25 anni il prossimo 22 novembre, vogherese -. Non nascondo che avrei voluto sfidare il destino ma alla fine si è deciso quell'ordine ed è stato meglio così». Un oro che brilla quello arrivato oggi, magari inaspettato perché «non eravamo tra i favoriti. È stato un anno lungo, ma siamo stati bravi a credere in noi stessi e a recuperare in tempo per i Giochi. Anche la qualificazione è stata importante: se non fosse arrivato ieri quel sesto posto ci saremmo trovati in un'altra parte del tabellone». Ed è stato un bene anche affrontare gli Stati Uniti in finale, «dopo una sfida durissima con la Corea. Li abbiamo messi sotto pressione». Anche Galiazzo, solitamente di poche parole, è più loquace del solito. «Questa medaglia ha un bel sapore ma tra qualche giorno da bello diventerà bellissimo - le parole del 29enne di Padova - Cosa ci siamo detti durante la finale? Parlavamo del vento, delle direzioni delle frecce. Ho detto a Mauro di stare tranquillo e lui ha retto benissimo». E chissà ora che qualche altra soddisfazione non arrivi a livello individuale. «Se tiriamo come sappiamo, siamo da podio», assicura Galiazzo. Su Facebook è arrivata l'esultanza del portiere della nazionale Gigi Buffon: «All'ultimo tiro da 10 di Frangilli ho esultato come se avessi parato il rigore all'Europeo». Il n. 1 della Juventus gioisce dalla sua pagina sul social network. «Lo sapete perché sono felice di essere italiano????..... perché oggi vedendo l'arco (sport che non ho mai seguito assiduamente), ho seguito, trepidato, sofferto ed esultato per quei 3 ragazzi che ci hanno regalato l'oro...... all'ultimo tiro da 10 di Frangilli ho esultato come se avessi parato il rigore all'Europeo......», scrive Buffon. «Grandi ragazzi e grazie davvero per questa medaglia.....orgoglioso che gente come voi faccia risentire nelle case italiane l'inno di Mameli......AVANTI ITALIAAAA....p.s. tanti complimenti anche all'argento del mio conterraneo Tesconi....... le ragazze della scherma sono inimitabili...... -prosegue analizzando la giornata di gare-. Grande Italia..... piccolo paese che se la gioca alla pari con potenze mondiali 50 volte più grandi e popolate di noi...». (Fonte articolo, clicca qui)

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