30 luglio 2012

Campriani argento nella carabina, la Pellegrini c'è

È stata una battaglia fino all'ultimo tiro. Alla fine l'azzurro non è riuscito a centrare la medaglia più prestigiosa. Nella finale della carabina da dieci metri, Campriani ha dovuto accontentarsi del secondo posto, battuto dal rumeno Moldoveanu che ha chiuso con 702.1. Il fiorentino ha chiuso a quota 701.5. Bronzo all'indiano Narang Gagan, con 701.1 punti.
Un oro sfumato per 2 millimetri, ma Niccolò Campriani non ha rimpianti e si gode l'argento: «Sono felicissimo, per me stesso e per il mio avversario romeno che ha vinto, è un bravissimo ragazzo», le sue prime parole. «Ho finalmente riscattato Pechino - dice il tiratore fiorentino - dove persi una medaglia all'ultimo colpo. Ho regolato un conto che avevo in sospeso. Oggi ho perso l'oro al nono tiro, con quel 9.4, volendo quantificare, diciamo per due millimetri. Ma sono ugualmente felicissimo».
«Sono arrivato secondo in una gara, quella olimpica, dove un fenomeno come il cinese Zhu, il vero favorito, è rimasto fuori dalla finale - aggiunge Campriani - Se ho trovato uno che ha sparato meglio di me, pazienza, l'importante è non avere rimpianti. E poi per me l'Olimpiade di Londra non finisce certo qui, ho ancora due gare dove posso fare bene e sarebbe sciocco sprecare un'occasione del genere». Campriani con l'argento al collo corre subito ad abbracciare la sua fidanzata Petra Zublasing, anche lei tiratrice. Quella del neo vice campione olimpico della carabina dieci metri e dell'altoatesina di San Michele Appiano, è una storia d'amore nata nei poligoni di tiro e vissuta intensamente soprattutto durante il loro lungo periodo trascorso negli Stati Uniti, dove Niccolò si è laureato in ingegneria manageriale presso l'università West Virginia di Morgantown. Percorso di studi anche per Petra che studia ingegneria civile. Tra gli obiettivi di Campriani, che nei prossimi giorni punta all'oro olimpico nella specialità delle tre posizioni, c'è il master in ingegneria sportiva.
Nell'agosto di un anno fa avevano festeggiato assieme l'oro nella carabina dieci metri alle Universiadi di Shenzhen, mentre nel 2009 agli Europei di Praga lui aveva vinto il titolo assoluto e lei quello tra le juniores. I due ragazzi vivono tra amore e tiro a segno. Nel corso dell'entusiasmante finale odierna Petra ha sofferto, ha stretto i pugni per il suo fidanzato e alla fine ha potuto gioire anche lei. In vantaggio dopo sette colpi di 0,8 sul romeno Moldoveanu, il 9.9 all'ottavo tiro e soprattutto il 9.4 alla nona e penultima serie hanno costato l'oro a Niccolò che in questa stagione aveva dominato in Coppa del mondo. Nella storia del tiro a segno azzurro questa è la quinta medaglia ai Giochi, dopo il bronzo nella pistola a 25 metri di Roberto Ferraris a Montreal '76, l'argento di Edith Gufler nel 1984 a Los Angeles nella carabina dieci metri, l'oro ed il bronzo di Roberto Di Donna ad Atlanta '96 rispettivamente nei dieci metri e nella pistola libera e l'argento di Valentina Turisini nella carabina tre posizioni ad Atene 2004. (Fonte articolo, clicca qui)

Nessun commento:

Posta un commento

Grazie per commentare in questo sito.