12 gennaio 2012

La prossima glaciazione ritarderà per via della Co 2

L’avvento della prossima era glaciale potrebbe subire un forte ritardo a causa dell’innalzamento della concentrazione di Co2 nell’atmosfera del nostro Pianeta. Per la prossima glaciazione, evento climatico verificatosi l’ultima volta sulla Terra 11500 anni fa, bisognerà attendere, a detta degli esperti, ben oltre i 1500 anni previsti in precedenza. Ad affermarlo sono un gruppo di ricercatori provenienti dell’Università di Cambridge, il risultato dei cui studi è stato pubblicato negli scorsi giorni sulle pagine dell’ultimo numero della rivista scientifica Nature Geoscience. Il ritardo della glaciazione sarebbe dovuto, tra l’altro, al riscaldamento globale, in merito al quale nel corso del 2010 sono stati raggiunti livelli record di concentrazione nell’atmosfera dei gas ritenuti i maggiori responsabili del fenomeno. La Terra è stata finora interessata da cinque grandi glaciazioni, tra le quali si sono verificati dei periodi interglaciali la cui durata è stata stimata variabile dai 10mila ai 15mila anni. Perché la prossima glaciazione abbia luogo, a parere degli studiosi, è necessario che i livelli di Co2 presenti nell’atmosfera scendano al di sotto delle 240 parti per milione. Attualmente i livelli registrati toccano le 390 parti per milione, soglia al di sotto della quale sarebbe difficile scendere entro i prossimi 1500 anni. Anche se in tutto il mondo le emissioni si fermassero istantaneamente, la concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera terrestre rimarrebbe eccessivamente elevata per oltre 1000 anni, rendendo impossibile il verificarsi di una glaciazione. Oltre al mutamento della concentrazione atmosferica di Co2, gli esperti considerano come concause del verificarsi di una glaciazione le variazioni dell’orbita terrestre attorno al sole, dell’inclinazione dell’asse terrestre ed il movimento delle placche tettoniche. La presenza in contemporanea di tutti i fattori scatenanti sarebbe necessaria a dare inizio ad una nuova glaciazione, secondo un meccanismo che agli scienziati non appare ancora del tutto chiaro. L’avvento della prossima era glaciale potrebbe essere ritardato, in particolare, da un progressivo surriscaldamento degli oceani, che potrebbe portare allo scioglimento completo dei ghiacci polari. Le variabili che interessano i fattori reputati responsabili dell’avvento di una nuova glaciazione sarebbero in grado di determinarne la durata, ma non appare ancora del tutto chiaro come i fattori orbitali, uniti ad un abbassamento della concentrazione di anidride carbonica, possano causare da soli lo scarto di temperatura di 10°C che segna il passaggio dal periodo interglaciale all’inizio della glaciazione. In base ai risultati degli studi più recenti, l’eventuale ritardo nell’avvicendarsi delle ere geologiche, così come si sono susseguite nel corso della storia del nostro Pianeta, sarebbe imputabile alla scarsa attenzione dell’uomo all’impatto ambientale delle proprie azioni, con particolare riferimento alle emissioni prodotte dalle attività produttive messe in atto nel corso dell’ultimo secolo. (Fonte articolo, clicca qui)

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