29 novembre 2011

Durban: "Il decennio più caldo dal 1850"

Non c'era mai stato un decennio così caldo dal 1850. Il 2011 chiude un periodo che ha fatto registrare un aumento delle temperatura tale da fa temere agli scienziati per il futuro della Terra. L'allarme arriva dall'Organizzazione meteorologica dell'Onu (Wmo) che, alla 17esima Conferenza sul clima a Durban ha avvertito che ci si sta avvicinando velocemente a cambiamenti irreversibili.
"Le concentrazioni di gas serra nell'atmosfera hanno raggiunto nuovi picchi e si stanno rapidamente avvicinando a livelli coerenti con una crescita di 2/2,4 gradi Celsius della temperatura media globale", ha sottolineato il segretario generale Michel Jarraud. Secondo gli esperti, un aumento oltre la soglia dei due gradi potrebbe innescare cambiamenti irreversibili per il sistema terrestre.
Il periodo 2002-2011 ha eguagliato il record del 2001-2010 come decennio più caldo da quando sono state effettuate misurazioni accurate nel 1850. A questo si è aggiunto, nella seconda metà del 2010 fino a maggio 2011, il passaggio della Nina, il fenomeno atmosferico ciclico che si ripete ogni 3-7 anni e che ha gravi effetti sul clima. A farne le spese, stavolta, è stata l'Africa orientale, colpita da una spaventosa siccità, le isole nel Pacifico equatoriale e le regioni meridionali degli Stati Uniti, senza dimenticare le alluvioni in Africa e Asia meridionale e nell'Australia orientale. Nonostante la Nina, come il Nino, non siano causati dal cambiamento climatico, l'innalzamento della temperatura invece ha effetti sulla loro intensità e frequenza.
Secondo i dati provvisori dell'Omm la temperatura media dell'aria alla superficie per il periodo gennaio-ottobre del 2011 è di 0,41 gradi C superiore rispetto alla media annuale di 14 gradi per il periodo 1961-1990. Il 2011 risulta quindi al decimo posto ex aequo degli anni più caldi dal 1850. "È nostro compito diffondere le conoscenze scientifiche che guidano l'azione di chi decide. La nostra scienza - ha affermato Jarraud - è solida e dimostra in modo inequivocabile che il clima mondiale si sta riscaldando e che questo riscaldamento è dovuto alle attività umane".
Si è aperta tra profonde divisioni, lo spettro della crisi economica e un certo pessimismo sulla possibilità di superare lo stallo attuale, la 17esima Conferenza delle Nazioni Unite dedicata al clima, alla quale fino al 9 dicembre parteciperanno delegazioni da 190 Paesi e organizzazioni di tutto il mondo. In ballo c'è il futuro del Protocollo di Kyoto, l'unico trattato internazionale vincolante per ridurre le emissioni inquinanti, la cui prima fase si concluderà alla fine del 2012. Tra gli obiettivi del summit, anche quello della creazione entro il 2020 di un fondo per il clima da 100 miliardi di dollari l'anno per aiutare i Paesi più poveri a far fronte ai costi della riduzione delle emissioni di gas serra. (Fonte articolo, clicca qui)

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