19 settembre 2009

Il self publishing come nuova frontiera?


_C'é il self-publishing, l'e-book ma anche gli audiolibri e il print on demand: l'editoria cambia con Internet e con l'evolversi delle tecnologie e in un futuro non troppo lontano il mercato propenderà per queste opzioni. Pubblicare un libro senza editore oggi è possibile. I siti di self-publishing più diffusi sono Mybook, ilmiolibro.it, Cafepress, Lulu, Createspace: danno la possibilità agli utenti di creare, stampare e mettere in vendita online il proprio libro, attraverso pochi e semplici passaggi ad un prezzo contenuto. Ha da poco compiuto un anno, ad esempio, ilmiolibro.it, del Gruppo Editoriale L'Espresso. Nato a maggio 2008, in dodici mesi gli utenti hanno creato e stampato 10 mila titoli (oltre 130 mila copie stampate e consegnate), decidendo di mettere in vendita attraverso il sito 5 mila titoli. Attualmente sono oltre 40 mila gli iscritti al servizio, con circa 100 mila internauti che, ogni mese, visitano il portale. Ed è in crescita anche il mercato degli audiolibri: se in Italia se ne comincia a parlare soltanto da pochi anni, nei paesi con mercati più maturi, come gli Stati Uniti, l'editoria sonora ha segnato nel 2007 un +6% (dati dell'Audio Publisher Association) raggiungendo un fatturato che ormai sfiora il miliardo di dollari. Sulla stessa lunghezza d'onda la Gran Bretagna e la Germania. Nonostante l'oramai apprezzabile offerta di titoli (da Caos calmo di Sandro Veronesi all'ultimo libro di Susanna Tamaro, Il grande albero), l'Italia rimane un po' una Cenerentola e per incrementare il settore questo poco più di un anni fa è nata l'Associazione Editori Audiolibri (Aeda).
Diverso e più ampio il discorso dell'e-book ovvero il libro digitale. Dopo anni di tentativi con esiti non proprio soddisfacenti, le nuove versioni di Kindle e Sony Reader, le più conosciute, stanno avendo un buon successo e oggi nelle librerie si possono trovare e-book reader con una collezione di libri già inserita. E le cifre sono più che incoraggianti: secondo uno studio dell'International Digital Publishing Forum, l'organo ufficiale americano preposto al monitoraggio del settore, il mercato mondiale dell'e-book ha segnato un +178% nel primo semestre 2009 rispetto allo stesso periodo 2008. Inoltre, il fatturato mondiale del libro elettronico a metà 2009 ha raggiunto i 43 milioni e mezzo di euro, contro i 37 milioni e 700 mila euro di tutto il 2008. Per fare un esempio: l'ultimo libro di Dan Brown The Lost Symbol, su Amazon ha venduto più copie nella versione e-book scaricabile su Kindle che in cartaceo. Anche in questo settore l'Italia è in controtendenza: secondo l'Osservatorio permanente contenuti digitali, solo un italiano su dieci (il 10%) pensa che in futuro i libri elettronici si affiancherà con successo a quelli tradizionali. In merito ai contenuti, quelli più adatti sembrano essere legati allo studio e al lavoro. Più limitato il gradimento per l'e-book sul cellulare (4% per studio e lavoro, 2% per libri di svago). E mentre si discute sul progetto di digitalizzazione dei libri, a cui ora guardano anche molte biblioteche, e in cui Google Books è parte in causa (e ha un contenzioso con gli editori), il gigante di Mountain View spiazza con una mossa "all'incontrario": ha raggiunto un accordo con On Demand Books la società ideatrice della Espresso Book Machine, una super stampatrice in grado di produrre 300 pagine in 4 minuti, che dai prossimi giorni potrà avere accesso all'immenso archivio digitale della società di Sergey Brin e Larry Page. Un processo che accontenterà gli irriducibili del libro di carta: in pochi minuti, il tempo di un caffé, si potrà stampare il libro che si desidera, dal manuale di cucina all'introvabile trascrizione di un manoscritto patrimonio del motore di ricerca. Insomma: il libro è morto, viva il libro. (Fonte: Agenzia Ansa Italia)

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