11 luglio 2009

L'Aquila, dichiarazione finale G8

_L'Aquila, 10 luglio 2009
Il summit del G8 si è svolto a L'Aquila, dall'8 al 10 luglio 2009, in segno di solidarietà con questa regione, gravemente colpita da un terremoto il 6 aprile scorso, e nei confronti di tutti coloro che nel mondo sono stati vittime di disastri naturali.
I leader del G8 hanno discusso ed esaminato le sfide, tra loro collegate, della crisi economica, della povertà, del cambiamento del clima e di questioni di politica internazionale. Hanno condiviso una visione dell'economia mondiale aperta, innovativa, sostenibile ed equa.
Il summit del G8 ha adottato i seguenti documenti:
· Dichiarazione del G8 "Leadership responsabile per un futuro sostenibile".
· Dichiarazione del G8 dell'Aquila di non proliferazione;
· Dichiarazione del G8 relativa all'antiterrorismo;
· Dichiarazione congiunta "Come promuovere un'agenda globale".
· Dichiarazione del Forum su Energia e Clima delle più importanti economie al mondo;
· Dichiarazione congiunta G8-Africa ("Per una più forte partnership tra G8 e Africa in tema di Acqua e impianti igienici").
· Dichiarazione congiunta sulla Sicurezza globale dei generi alimentari - "L'Aquila Food Security Initiative" (AFSI).
I leader del G8 riconoscono che la loro azione è rafforzata dalla collaborazione con le economie emergenti più importanti. Nel 2007 il G8 iniziò a dialogare con Brasile, Cina, India, Messico e Sudafrica, per arrivare a una comune comprensione delle questioni più importanti sull'agenda globale. A L'Aquila, i leader hanno deciso di continuare ad andare avanti nell'ambito di una partnership strutturata e solida.
Con questo spirito il Summit si è aperto nel formato tipico del G8, per poi espandersi a partire dal secondo giorno a meeting sempre più allargati ad altri Paesi.
L'8 luglio i leader del G8 si sono incontrati per discutere dell'economia mondiale, di sviluppo, del cambiamento del clima e di questioni di politica internazionale. Dal 9 luglio in poi sono stati affiancati da Brasile, Cina, India, Messico e Sudafrica, instaurando un dialogo continuo e articolato su una vasta gamma di argomenti globali. È stato invitato a partecipare al meeting anche l'Egitto. Le discussioni sono proseguite con la partecipazione dei Capi delle Organizzazioni Internazionali: tutti gli altri membri del Major Economies Forum si sono uniti a loro per affrontare i problemi del commercio e del cambiamento del clima. I leader africani e i partner del G8 hanno discusso le varie implicazioni della crisi per l'Africa. Infine, in modo allargato, i leader hanno affrontato anche la questione della sicurezza alimentare.
Heiligendamm - L'Aquila Process (HAP)
I partner del G8 insieme a Brasile, Cina, India, Messico e Sudafrica hanno ribadito la loro intenzione a collaborare per far progredire l'agenda globale e individuare soluzioni efficaci nei confronti delle sfide più impegnative. Ciò impone responsabilità condivisa e impegno a collaborare tra le principali economie del mondo, così da fare passi avanti tutti insieme. A questo fine, i leader hanno lanciato una forma di cooperazione solida e articolata avente i medesimi presupposti per tutti: l'Heiligendamm-L'Aquila Process (HAP). I Paesi che aderiscono a questo progetto si impegnano a rafforzare la reciproca comprensione e a tradurre questa intesa comune in risultati tangibili, contribuendo quindi a esaltare la governance globale e a plasmare insieme il futuro.
I leader, insieme all'Egitto, hanno discusso un'agenda globale di ripresa economica, le future fonti di crescita e politiche mirate allo sviluppo responsabile. Collaboreranno pertanto per alimentare una ripresa bilanciata e tenendo presente un adeguato assestamento dei loro risparmi. Le politiche per migliorare le reti di sicurezza sociale, comprese la sanità e l'educazione, come pure gli investimenti nelle infrastrutture e nell'innovazione contribuiranno a un modello di sviluppo più bilanciato e sostenibile.
Commercio
Risultato concreto di questa partnership è un significativo progresso nel commercio. I leader hanno sottolineato che i mercati aperti sono di importanza basilare per la crescita e lo sviluppo economici, tanto più in un periodo di crisi. Pertanto, hanno riaffermato la loro determinazione a opporre resistenza al protezionismo e hanno confermato l'impegno già esistente assunto a Washington e a Londra. Inoltre, i leader concordano sul fatto che una conclusione di successo del Doha Development Round costituirà un impulso determinante per ripristinare la fiducia, aiutare la ripresa e promuovere lo sviluppo. I tempi sono maturi per sbloccare i negoziati al fine di raggiungere una conclusione ambiziosa ed equilibrata nel 2010 sulla base dei progressi già fatti, compresa un'attenzione particolare alle modalità con le quali si otterranno. A questo fine i leader hanno incaricato i rispettivi ministri dei commerci di impegnarsi immediatamente per chiarire e comprendere in modo approfondito i negoziati in corso e di incontrarsi prima del Summit di Pittsburgh, dove dovranno riferire dei progressi compiuti. Australia, Indonesia e Repubblica di Corea hanno anch'esse deciso di unirsi a questi sforzi.
Economia mondiale
I leader del G8 hanno esaminato la situazione dell'economia mondiale e le misure straordinarie adottate. Pur notando qualche segno di stabilizzazione e un miglioramento dal punto di vista della fiducia, hanno riaffermato il loro impegno a tradurre in realtà le iniziative varate ai summit di Washington e Londra. L'azione politica per aiutare l'economia mondiale e rimettere in sesto il sistema finanziario, continuerà per tutto il tempo necessario ad assicurare una crescita sostenibile e duratura. Le riforme dei regolamenti finanziari saranno adottate immediatamente, assicurando così un buon punto di partenza per la ripresa. I leader si impegnano altresì ad affrontare la dimensione sociale della crisi, mettendo in primo piano le preoccupazioni della gente e promuovendo un'azione globale per garantire l'occupazione e le tutele sociali.
La crisi ha messo in piena luce l'importanza della proprietà, dell'integrità, della trasparenza per ciò che concerne la condotta delle attività imprenditoriali e finanziarie internazionali, così da rafforzare l'etica del lavoro. A questo fine i leader hanno approvato la necessità di sviluppare principi e standard comuni, nel "Lecce Framework", che ha le sue premesse nelle iniziative già esistenti dell'Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) e altre importanti organizzazioni internazionali e che saranno portate al prossimo Summit G20 di Pittsburgh.
La cooperazione internazionale sarà rafforzata per poter combattere la corruzione, l'evasione fiscale, il riciclaggio di denaro sporco, il finanziamento al terrorismo, tramite l'irrobustimento e la realizzazione degli standard internazionali, un'espansione del forum globale dell'Ocse, un processo tra partner allo stesso livello e lo sviluppo di contromisure da adottare eventualmente nei confronti di giurisdizioni che non collaborano e non rispettano questi standard.
Con lo sguardo rivolto oltre la crisi, i leader si impegnano a garantire una sostenibilità fiscale a medio termine tramite la predisposizione di adeguate exit strategy. Sono determinati a mettere su un tracciato più solido, più innovativo, più verde e più sostenibile la crescita economica. I leader hanno altresì approvato la necessità di affrontare la questione dell'eccessiva instabilità dei prezzi dei prodotti energetici e agricoli, e l'esigenza di migliorare il funzionamento del mercato mondiale dei prodotti, anche tramite normative efficaci e con una supervisione dei mercati dei derivati, così da esaltarne la trasparenza e combattere la perniciosa speculazione.
Hanno infine sottolineato l'importanza di creare e favorire un clima aperto e ricettivo per gli investimenti stranieri e per promuovere l'innovazione, combattendo al contempo le contraffazioni e i gesti di pirateria.
Il cambiamento del clima
I leader del G8 hanno concordemente concluso che è necessario affrontare efficientemente il cambiamento del clima e inviare un forte messaggio in vista della Conferenza Unfcc fissata a Copenhagen a dicembre. Il cambiamento del clima è stato discusso sia dai rappresentanti del G8 sia dai Paesi del Mef. Nella prima sessione, i leader del G8 hanno condiviso l'opinione degli scienziati relativa alla necessità di contenere entro due gradi centigradi l'aumento delle temperature globali sopra ai livelli pre-industriali, e si sono accordati sull'obiettivo a lungo termine di ridurre le emissioni globali di biossido di carbonio e gas serra di almeno il 50 per cento entro l'anno 2050, e, in tale contesto, di far sì che i Paesi sviluppati arrivino a una riduzione dell'80 per cento o più entro quello stesso anno. Si sono anche detti d'accordo sulla necessità di fissare obiettivi significativi a medio termine, in coerenza con quelli a lungo termine, così che le emissioni globali di gas serra possano raggiungere il loro picco massimo quanto prima possibile. In particolare, l'impegno attivo di tutti i principali Paesi responsabili delle emissioni tramite interventi di riduzione e contenimento è stato sottolineato con forza, come una condizione indispensabile ad affrontare con successo il problema del cambiamento del clima.
I leader hanno discusso il ruolo delle tecnologie innovative e del finanziamento del clima, con l'ottica di sostenere gli sforzi volti a ridurre le emissioni anche nei Paesi in via di sviluppo. Hanno sottolineato altresì l'esigenza di questi Paesi in particolare di adattarsi in termini di risorse, capacità di costruire e garantire supporto, specialmente nei confronti dei più poveri della Terra e dei più vulnerabili.
Il G8 ha adottato una dichiarazione a largo raggio, che ha costituito la premessa dalla quale partire per un dibattito costruttivo con le economie emergenti il giorno seguente.
Nella sessione allargata, i 16 leader delle più importanti economie del Forum sull'Energia e il clima, la Commissione europea, Svezia, Danimarca e il Segretario Generale delle Nazioni Unite hanno trovato un'intesa su alcuni capisaldi dell'accordo sul clima di Copenhagen.
I leader dei Paesi che più di altri sono responsabili per le emissioni di gas serra e biossido di carbonio hanno ribadito l'importanza di contenere l'aumento medio delle temperature globali sotto i 2 gradi centigradi, come già approvato dal G8, e hanno deciso di collaborare da adesso e fino al summit di Copenhagen per individuare un obiettivo globale a lungo termine per ridurre considerevolmente le emissioni globali entro il 2050. I leader hanno concordato sull'esigenza di adeguate azioni di contenimento a livello nazionale da parte di tutti i Paesi: i Paesi sviluppati potranno tempestivamente ridurre sul medio periodo le loro emissioni, mentre i Paesi in via di sviluppo potranno varare iniziative atte a garantire un significativo cambiamento dei livelli di emissione rispetto al solito.
Si è sottolineata l'importanza cruciale che le economie più importanti hanno nel guidare l'innovazione e i leader hanno lanciato anche una Partnership Globale con lo scopo di perfezionare tali sforzi. Si è raggiunto anche un accorso su come migliorare in maniera significativa gli investimenti pubblici nella Ricerca e nello Sviluppo, con l'ottica di raddoppiarli entro il 2015. Sottolineando poi il ruolo del settore privato e della cooperazione internazionale, i leader si sono impegnati a rimuovere le barriere, a creare incentivi, ad accelerare la diffusione, la propagazione e il trasferimento di tecnologie a bassa emissione di biossido di carbonio.
Vasto è stato poi il consenso raggiunto sulla necessità di aumentare i finanziamenti per la lotta al cambiamento del clima, provenienti da fonti pubbliche e private, compresi i mercati di scambio delle quote di anidride carbonica. I leader hanno esaminato anche le modalità internazionali di finanziamento di tali attività, con un'attenzione particolare per la proposta di un Fondo Verde avanzata dal Messico.
I partecipanti hanno adottato la dichiarazione del Major Economies Forum on Energy and Climate, preparando così la strada a un accordo generale globale a Copenhagen e si sono detti concordi nel voler collaborare verso tale obiettivo nei mesi seguenti.
Sviluppo e Africa
I leader del G8 hanno incentrato la loro discussione sugli effetti della crisi sui soggetti più vulnerabili e hanno deciso di agire con risolutezza per tradurre in realtà le iniziative volte a debellare la povertà e la fame. Ammettendo che la crisi sta attualmente mettendo a repentaglio il progresso verso la piena realizzazione degli Obiettivi per lo Sviluppo del Millennio, hanno chiesto una valutazione internazionale della situazione nel 2010 per comprendere che cosa occorra fare per raggiungere questi Obiettivi. Hanno ribadito il loro impegno a promuovere la salute nel mondo, hanno espresso solidarietà per tutti i popoli e i Paesi vulnerabili a fronte della minaccia globale del virus H1N1, nonché l'importanza di dare aiuto ai Paesi in via di sviluppo in relazione ai farmaci antivirali, ai vaccini e ad altri dispositivi di prevenzione.
Hanno deciso anche di varare alcune iniziative volte ad aiutare i soggetti più vulnerabili affinché possano affrontare la crisi: perseguire il pieno successo dei loro impegni per gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, compresi gli aiuti per il commercio; mantenere aperti i mercati per rilanciare la crescita economica così che essa rechi vantaggio ai poveri; dare nuova importanza alla trasparenza e alla competitività tra intermediari per dimezzare i costi di transazione dei soldi inviati dagli emigrati nei Paesi di origine; rafforzare la partnership con l'Africa per migliorare l'accesso all'acqua e ai servizi igienici; sostenere gli strumenti innovativi di finanziamento per la salute; dare all'agricoltura e alla sicurezza alimentare la giusta priorità in cima all'agenda internazionale, aumentando i finanziamenti multilaterali per aiutare le strategie ad ampio raggio dei singoli Paesi e migliorare la coordinazione dei meccanismi esistenti.
I leader riconoscono che aumentare gli aiuti senza al contempo garantirne la qualità non potrà avere un impatto concreto sullo sviluppo nel lungo periodo. Hanno ribadito quindi la loro determinazione a tradurre in realtà l'Accra Agenda for Action. Inoltre, a partire dal Consenso di Monterrey, hanno deciso di promuovere un approccio onnicomprensivo, che interessi "tutto il Paese", per assicurare una coerenza politica più forte e la mobilitazione di tutti gli attori, di tutte le risorse politiche e finanziarie.
Riaffermando il loro impegno per lo sviluppo, i leader hanno reso noto un rapporto preliminare contabile, e deciso di sviluppare un meccanismo di contabilità ad ampio spettro, per monitorare i progressi e rafforzare l'efficacia delle loro azioni. Un primo rapporto contabile sarà pertanto sottoposto al Summit del G8 di Muskoka (Canada 2010).
G8 e Africa
Il 10 luglio, i rappresentanti del G8 si sono incontrati con quelli di Algeria, Angola, Egitto, Etiopia, Libia, Nigeria, Senegal, Sudafrica, della Commissione dell'Unione Africana e di altre importanti Organizzazioni internazionali. I leader hanno deciso di agire rapidamente per arginare l'impatto della crisi sul raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio in Africa. Hanno confermato i rispettivi impegni in vista dello sviluppo sostenibile, e anche in relazione all'Ocse, al cambiamento del clima, alla pace e alla sicurezza. Per la prima volta, inoltre, i leader hanno rilasciato una dichiarazione congiunta firmata G8-Africa, esprimendo la loro determinazione a costruire una solida partnership per migliorare l'accesso all'acqua e ai servizi igienici.
Sicurezza alimentare
Preoccupati dal numero in costante aumento di persone malnutrite e da livelli inadeguati di investimenti in agricoltura, nel medesimo giorno i leader di 40 Paesi e i capi delle organizzazioni internazionali hanno convenuto di unire i loro sforzi per sradicare la denutrizione. Una dichiarazione congiunta ha sottolineato la loro comune visione e l'approccio alla sicurezza alimentare globale. I leader si sono impegnati a raccogliere 20 miliardi di dollari nei prossimi tre anni tramite l'iniziativa di supporto alla sicurezza alimentare dell'Aquila e ad aiutare lo sviluppo rurale dei Paesi poveri. I leader inoltre hanno promosso l'avanzamento della Partnership globale per la sicurezza alimentare e dell'agricoltura, per mantenere l'agricoltura al centro dell'agenda internazionale, rilanciare gli investimenti, incrementare l'efficienza degli aiuti e la coordinazione interna ai singoli Paesi, con un coinvolgimento di tutti gli azionisti più importanti.
Questioni di politica internazionale
I leader del G8 hanno espresso le loro gravi preoccupazioni sui recenti sviluppi della situazione in Iran, stigmatizzando la violenza post-elettorale dilagata nel Paese, le interferenze con i mezzi di informazione, l'ingiustificato arresto di giornalisti e di stranieri in genere. Hanno reso noto che le ambasciate in Iran devono poter esercitare le loro funzioni efficacemente, e hanno sottolineato il loro impegno a trovare una soluzione diplomatica per la continua inottemperanza da parte di Teheran a rispettare i suoi obblighi internazionali per ciò che concerne il programma nucleare. Hanno condannato le dichiarazioni del presidente Ahmadinejad che confuta l'Olocausto.
Sulla base dei recenti sviluppi nelle relazioni Usa-Russia in relazione al disarmo, i leader del G8 hanno sottolineato l'importanza cruciale del regime previsto dal Trattato di Non proliferazione (Npt) e l'impegno a creare i presupposti per un mondo affrancato dalle armi nucleari. Gli Stati Uniti organizzeranno per la primavera del 2010 una Conferenza che avrà lo scopo di mettere in sicurezza tutto il materiale nucleare vulnerabile sparso nel pianeta, e arrivare a una revisione dell'Npt.
Auspicando una pace a largo raggio tra Israele e tutti i Paesi vicini, i leader del G8 hanno ribadito il loro pieno appoggio alla soluzione dei due stati per la risoluzione del conflitto israelo-palestinese, e hanno sollecitato le controparti a riprendere immediatamente negoziati diretti. Li hanno altresì invitati a rispettare i relativi obblighi e impegni previsti dalla Roadmap. I leader del G8 si sono detti decisi ad appoggiare pienamente l'Autorità Palestinese, una volta raggiunto l'accordo, tramite il varo di un piano ambizioso e generalizzato che porterà allo sviluppo delle infrastrutture e a promuovere le attività economiche del futuro Stato palestinese.
I leader hanno condannato con aspre critiche i recenti test nucleari e il lancio di missili balistici da parte della Repubblica Popolare Democratica di Corea, esortandola vivamente ad astenersi da ulteriori provocazioni e a riprendere quanto prima possibile le trattative al tavolo del Sestetto.
I leader del G8 hanno confermato la loro volontà ad aiutare il governo afgano e pachistano a far fronte ai loro rispettivi impegni e alle sfide, con particolare attenzione allo sviluppo economico e sociale, alla buona governance, alla lotta alla corruzione, al traffico illegale e al terrorismo. Si è sottolineata in tale ambito anche l'importanza di una maggiore cooperazione regionale nell'area.
I leader del G8 hanno discusso di pirateria e della necessità di far sì che nel Corno d'Africa vi siano migliori controlli delle coste e delle acque territoriali. Hanno affrontato il tema del crimine organizzato trans-nazionale, la lotta al terrorismo, sottolineando il rischio di contrastare l'estremismo, il reclutamento e il finanziamento del terrorismo. Si è ribadito e rinnovato l'impegno da parte dei leader del G8 a costruire competenze di peacekeeping e peacebuilding in tutto il pianeta, con una particolare attenzione a sviluppare operazioni di supporto e aiuto guidate e condotte dalla stessa Africa.
Il governo di Myanmar è stato esortato a rilasciare tutti i prigionieri politici per evitare che ciò possa minare la credibilità delle elezioni pianificate per il 2010. I leader infine hanno accolto l'invito del Canada a ospitare il prossimo summit che si svolgerà a Muskoka nel 2010. (Fonte: La Repubblica)

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