02 aprile 2009

Wadowice 1920 - Città del Vaticano 2005


_Un nuovo accorato appello ai mafiosi: "Basta con la violenza, basta con il sopruso". E un nuovo forte invito alle forze imprenditoriali: "Riaprire prospettive di crescita occupazionale in Sicilia è urgente". A nove giorni dalla sua quarta visita pastorale il papa torna a rivolgere la sua attenzione alla Sicilia. Giovanni Paolo II lo ha fatto chiedendo all' arcivescovo di Siracusa, monsignor Giuseppe Costanzo, di diffondere il testo del discorso che avrebbe dovuto rivolgere ai lavoratori di Siracusa a conclusione della sua ultima giornata in Sicilia. Un discorso rimasto tra le carte del pontefice a causa della pioggia che costrinse il papa a stravolgere il suo programma e a rinunciare all' ultimo monito agli uomini di Cosa Nostra e all' ultimo accorato appello alle forze sane dell' isola per un nuovo unitario sforzo per la ripresa economica della Sicilia che la mafia vuole soggiogata dalla disoccupazione e dal sottosviluppo. Nonostante il contrattempo, il papa non ha voluto che il suo messaggio andasse perduto e così ieri le parole mai pronunciate da Giovanni Paolo II a Siracusa sono state rese note dall' arcivescovo Costanzo. Ancora parole dure, sferzanti contro gli uomini di Cosa Nostra. "Colgo volentieri quest' occasione - scrive il pontefice - per rivolgermi ancora agli uomini della mafia e per dire loro: ' In nome di Dio, basta con la violenza! Basta con il sopruso! E' tempo di aprire il cuore a quel Dio che è giusto e misericordioso insieme e vi chiede un sincero cambiamento di vita' ". Poi l' appello alle forze imprenditoriali e politiche dell' isola. "Riaprire prospettive di crescita occupazionale - afferma Giovanni Paolo II - è urgente anche in considerazione delle peculiari difficoltà in cui versa il territorio siciliano, dove la criminalità mafiosa ha potuto per lunghi decenni spadroneggiare proprio facendo leva sull' esteso bisogno di lavoro". Era stato proprio questo il motivo conduttore della tregiorni siciliana del pontefice, una visita che avrebbe dovuto svolgersi nel maggio scorso e che Giovanni Paolo II era stato costretto a rinviare a causa dell' ultimo incidente occorsogli. Ma il Karol Wojtyla acclamato a Catania prima e a Siracusa poi da migliaia di persone venute da tutta la Sicilia, ma anche dalle altre regioni dell' Italia meridionale, è apparso ritornato in grande forma e pronto a lasciarsi trascinare dall' entusiasmo dei giovani. A Catania, Giovanni Paolo II ha fatto tuonare forte la sua voce, ancora una volta contro la violenza mafiosa, così come un anno fa aveva fatto dalla Valle dei Templi di Agrigento. Ma quello che il papa ha voluto rivolgere ai siciliani è stato un forte sprone a tirar fuori grinta e forza di volontà per liberarsi dal gioco della mafia. "Catania, alzati e rivestiti di luce e di giustizia". Un appello rivolto proprio nel giorno in cui la mafia rilanciava la sua sfida alla Chiesa inviando una tremenda minaccia ad uno dei sacerdoti in prima linea, don Gino Sacchetti. Per lui, un messaggio inequivocabile. Un agnello sgozzato dietro la porta di casa e un cartello: "Farai la stessa fine". (Fonte: rete)

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