20 giugno 2008

Teli artificiali per i ghiacciai alpini

Futuribilepassato.blogspot.com_La Stampa di Torino
Per informazioni ancor più dettagliate cliccare qui. Sarebbe bello che questa metodologia al momento "di pochi metri quadrati" venisse usata per il ghiacciaio del Gran Sasso d'Italia - Ghiacciaio Del Calderone - che rimane attualmente il nevaio perenne/ghiacciaio più meridionale d'Europa dopo la scomparsa del nevaio di Sierra Nevada. Negli ultimi dieci anni questo nevato ha subito una riduzione spaventosa ed è prossimo al suo totale scioglimento. La sua superficie attuale è di tre ettari e mezzo/quattro. Mi piacerebbe (quasi un sogno), essendo inscindibilmente legato al massiccio abruzzese, che data la sua ridotta estensione rispetto ai ghiacciai alpini, venisse protetto o fosse oggetto di similari metodiche sperimentali. Certo... unico "neo" del Calderone è la sua conformazione e la collocazione non proprio duttile per questo tipo di tecnica. Intanto il Dosdè rappresenta un valido palliativo pioneristico in attesa di politiche concrete e sovraordinate e forse molto più scarne a livello tecnologico.
-
Una sorta di enorme coperta bianca, un telo isolante da ben 150 metri quadrati: è questa la soluzione individuata dall'università Università degli Studi di Milano per salvare il cuore del ghiacciaio Dosdè, in Alta Valtellina. L'operazione, realizzata in collaborazione con la Provincia di Sondrio, il Comune di Valdidentro e Levissima, dovrebbe contenere di 193,8 metri cubi la perdita d'acqua prevista per la stagione estiva. Si tratta del primo esempio in Italia di protezione attiva di un ghiacciaio, un primo intervento che, se dovesse dimostrarsi efficace, sarà utilizzato in modo più massiccio per l'estate 2009. Ricordiamo infatti che ogni anno il ghiacciaio del Dosdè perde circa un milione di metri cubi d'acqua. Il telo geotessibile potrebbe rallentare lo scioglimento dei ghiacci, in modo efficace e soprattutto economicamente sostenibile: la particolare coperta, composta da due strati di materiale che formano un ''cuscinetto'' d'aria isolante, costa infatti appena 700 euro. Il telo, che verrà rimosso solo a settembre, funziona quindi come un isolante capace di respingere i raggi ultravioletti e di mantenere bassa la temperatura dello strato nevoso sopra il ghiacciaio. Sempre nel gruppo Dosdè Piazzi, già dallo scorso anno è stata istallata una stazione meteorologica automatica in grado di rilevare, ogni dieci minuti, la temperatura dell'aria e il comportamento termico dei ghiacci.
-
Coprire i ghiacciai con dei teli artificiali per preservarli dai raggi solari e impedire, così, il loro arretramento. Una tecnologia innovativa avviata, in forma sperimentale, con un progetto realizzato dall’Università degli Studi di Milano e Levissima sul ghiacciaio Dosdè Orientale. Sulla superficie del ghiacciaio è stata posta una particella di geotessile, un «non tessuto» che servirà a ridurre l’ablazione, cioè il processo di fusione.La sperimentazione è stata presentata oggi da Claudio Smiraglia e da Guglielmina Diolaiuti dell’Università degli Studi di Milano (rispettivamente presidente e componente del Comitato Glaciologico Italiano) nel convegno scientifico organizzato dalla stessa Università, dal Comitato Glaciologico Italiano e promosso da Levissima. Il geotessile è un «non tessuto» composito a 2 strati, che agisce come stabilizzante termico per assorbire i raggi UV impedendo a questi ultimi di raggiungere la neve sottostante. A fine settembre il telo verrà rimosso dal ghiacciaio e sarà ricollocato l’anno prossimo su un’altra porzione ghiacciaio. «Le ricerche scientifiche - ha detto Claudio Smiraglia, presidente del Comitato Glaciologico Italiano - hanno dimostrato che se un ghiacciaio è coperto da uno spessore di detrito superficiale superiore ai 30 cm, come nei ghiacciai hymalaiani, può efficacemente ridurre l’ablazione anche del 70%. Sulla scorta di questi studi sono nate queste ricerche che tentano di riprodurre artificialmente quanto in natura avviene spontaneamente».


OKNotizie Ti piace questo post? Votalo su OKNotizie!

Nessun commento:

Posta un commento

Grazie per commentare in questo sito.