29 giugno 2008

Il Mare Glaciale Artico si scioglie, o no?

futuribilepassato.blogspot.com_Ecoblog e Luca Angelini
Opinioni e rapporti dicotomici confrontati sullo stesso periodo di riferimento. Per i media il Polo Nord è già un'immensa area navigabile, per altri meno. Mi dico: forse la verità sarà nel mezzo? Chissà. Intanto, giusto per rimanere lì, nel mezzo, segnalo questo sito molto interessante con collegamento -in diretta- col Polo Nord. Buona domenica.
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Il polo Nord si sta sciogliendo. I media classici sembrano esserci arrivati solo oggi, con l’afa che attanaglia questi giorni di fine giugno (fino alla scorsa settimana con il clima fresco, il riscaldamento globale era solo un ricordo) e un articolo del National Geographic. In sostanza alcuni scienziati su una rompighiaccio canadese hanno rilevato quanto sia sottile lo strato di ghiaccio al polo. Ha dichiarato al NG, David Barber dell’Università di Manitoba e a bordo della CCGS Amundsen:
Effettivamente la proiezione di quest’anno è che il Polo Nord potrà non avere più ghiaccio per la prima volta nella storia.
E i modelli di scioglimento proposti vedevano il Polo Nord senza ghiaccio tra il 2013 e il 2030. Cosa avrebbe fatto accelerare il processo? O si tratterebbe come spesso sostenuto in varie sedi di modelli matematici non troppo affidabili? (vedi intervista a
Guido Guidi). Il singolare inverno freddo di certo aveva fatto sperare gli scienziati che qualcosa al clima sarebbe accaduto. Commenta Guidi dal suo blog climatemonitor ai lettori che gli chiedono informazioni circa lo scioglimento del Polo: Penso che siamo alle solite, si fanno delle ambiziose campagne di ricerca e si riduce l’informazione a quattro righe di allarmismo ed approssimazione. Non mi è ben chiaro il concetto di ghiaccio stagionale, nel senso che se è tale e dunque non perenne, perché non dovrebbe sciogliersi d’estate? Certamente negli ultimi anni la massa ghiacciata si è ridotta, che le T siano aumentate è fuor di dubbio, come potrebbero essere intervenute delle mutazioni nelle correnti marine di superficie e di profondità, ma perché si deve trasformare tutto questo in una catastrofe antropica se dalle parole stesse degli esperti trapela molta incertezza?
Va cauto anche Ron Lindsay, dell ‘Università di Washington, e del Seattle Polar Science Center:
Nessuno ha certezze. Il ghiaccio al Polo si scioglie in estate e per questo non possiamo dire che il Polo si stia sciogliendo. Non conosciamo che vento ci sarà quest’estate che nel Mar glaciale Artico gioca un ruolo molto importante. Secondo i modelli matematici attualmente disponibili possiamo provare a prevedere che si scioglierà entro il 2100.
Ma nessuno ancora può rispondere alla domanda: come sarà il clima da qui al 2100? Chi ci dice che non ci saranno ondate di gelo piuttosto che di caldo? Chi ci dice cosa cambierà nel clima tra cinquant’anni con la fine del petrolio? Cosa sappiamo effettivamente del clima? E di fenomeni come El Nino e La Nina che pure influenzano il Pianeta? Di certo queste campagne mediatiche di stagione (si parla dello scioglimento dei ghiacci a gennaio?) non aiutano né l’informazione né il pianeta. E sarebbe ora che almeno il giornalismo scientifico, se ne è rimasto un residuo in qualche zona, incominci a fare la sua parte.
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Ghiacci polari: l'Artico tiene, l'Antartico vola. (rapporto di giovedì 19 giugno 2008).
A pochi giorni dai rispettivi solstizi Luca Angelini analizza la situazione in cui versano le distese glaciali che giacciono sulle calotte polari. Evidente la ripresa della banchisa artica dopo il pauroso buco di fine estate del 2007. Il trend complessivo di tenuta risulta tra l'altro costante e soddisfacente. Fonte Polar Research Group, Università dell'Illinois su dati NOAA.Banchisa polare: perchè se ne parla solo quando si scioglie? Il silenzio profuso in quest'ultimo periodo equivale evidentemente ad uno stato di salute decisamente soddisfacente di entrambe le calotte polari. Se andiamo ad analizzare i numeri notiamo difatti che è effettivamente così. E se il clima polare fosse preso a riferimento di quello globale non ci vorrebbe molto a fare due più due e ad azzardare un ipotetico blocco del famigerato Global Warming. La realtà climatica invero è alquanto diversa e comprende elementi assai complessi la cui interazione non appare al
momento completamente conosciuta. Limitiamoci dunque a dar un'occhiata all'aria che tira (decisamente fredda) lassù dove il sole rimane anche durante
l'estate solo un pallido cappello di ghiaccio. Il Polo Nord, quello che ha dato ultimamente le preoccupazioni maggiori, risulta in buono stato di salute.
Le enormi perdite dello scorso anno sono state ampiamente recuperate ma non solo. A pochi giorni dallo scoccare del solstizio d'estate l'estensione non solo rimane ancora superiore a quella misurata lo stesso giorno dello scorso anno,
seppur di poco, ma il trend della curva vista nel suo complesso evidenzia una buona tenuta. Nessun tracollo dunque, come si poteva ipotizzare data la giovane ricostituzione dello spessore glaciale in banchisa. Al momento sono circa 100 mila i kmq in più rispetto alla misurazione effettuata il 18 giugno 2007. L'estensione totale dei ghiacci oceanici ammonta dunque a circa 9 milioni e 300 mila kmq, conservando una anomalia su base ventennale di
circa - 1 milione e 250 mila kmq. Se l'Artico tutto sommato sta abbastanza bene, l'Antartico vola. La ripresa evidente e continua dell'apparato glaciale
oceanico non lascia adito a dubbi e non può essere imputato ad alcuna fase transitoria o a scivolamenti di piattaforme glaciali continentali verso l'oceano come da qualcuno ipotizzato. Il Polo Sud si presenta all'appuntamento con l'inverno antartico con una massa glaciale impressionante, dell'ordine di
circa 11 milioni e 200 mila kmq. Rispetto al 18 giugno del 2007 sono ben 1 milione e 250 mila i kmq in più, mentre l'estensione totale dell'anomalia rispetto alla media ventennale ammonta a + 1 milione e 100 mila kmq.


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