16 aprile 2008

Italia, si diffonde il "comprare a consumo"

futuribilepassato.blogspot.com_Article Elena Carmen Pizzi
Sempre più spesso sentiamo parlare di "acquisto solidale". Tutto nasce nel 1994 a Fidenza, quando 50 famiglie decidono di mettersi insieme per uscire dai circuiti delle multinazionali, scegliendo i propri fornitori e controllando i processi di produzione. Nel 1996 il Centro Nuovo Modello di Sviluppo pubblica la prima “Guida al Consumo Critico”, per fornire informazioni sul comportamento delle imprese più importanti e guidare la scelta del consumatore. Intanto fioriscono tante altre associazioni, tutte con l’intenzione di unirsi per comprare direttamente dai produttori, ottenendo prezzi più bassi perché si eliminano i costi di intermediazione, con un vantaggio in termini di sostenibilità ambientale. Un secondo passaggio, proprio di queste ultime settimane - destinato a lasciare il segno nel mondo dei consumi - è costituito dall’introduzione in diversi centri della grande e media distribuzione italiana di macchine per l’erogazione di latte e di detersivo. Per il latte siamo davanti ad un evento del tutto nuovo per i più giovani: latte crudo, appena munto, esente da processi industriali di pastorizzazione, centrifugazione o conservazione, che è possibile trovare ad un costo inferiore a quello che si trova in commercio nei contenitori (dopo le procedure industriali subite che ne determinano buona parte del ricarico dei costi).In moneta sonante la differenza è di 0,30-0,50 centesimi al litro rispetto al latte normalmente in commercio, fino ad arrivare ad un euro di differenza nei confronti del “latte biologico”.Per quanto riguarda invece i detersivi, l'iniziativa dei fusti alla spina è finalizzata alla riduzione delle materie prime, alla diminuzione delle emissioni di CO2 e al decremento nella produzione dei rifiuti.Già alcuni supermercati, poi, vendono anche altri prodotti come pasta, riso, caffè, cereali, legumi, spezie, tè che, scesi nella quantità prescelta attraverso tubi trasparenti, vengono impacchettati in sacchetti biodegrabili. E in nome del riciclo, del risparmio e dell’impatto ambientale, ecco allora bottiglie di latte, flaconi e contenitori riutilizzabili, portati da casa in sostituzione dei ben noti fustini, fustoni e confezioni che occupano ben il 50% della nostra pattumiera.In realtà, oltre alle motivazioni bio-ecologiche, ci sono anche altre esigenze: è tornato il tempo di fare la spesa in modo accorto e ponderato, senza riempire per forza il carrello, ma comperando merce sfusa e prodotti a consumo.Una realtà consueta nell’Italia del dopoguerra che se da un lato significa che la nostra economia interna è messa male, d’altra parte induce ad una positiva nuova condotta comportamentale morigerata. Improntata all’educazione alla sobrietà, sia nella spesa come nei consumi essenziali.


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