05 febbraio 2016

Di mano in mano

@ Futuribilepassato | Luca Tittoni. Da Carlo Azeglio Ciampi a Stefania Belmondo. 65 giorni di viaggio, dal Tempio di Era in 140 province italiane, 11.900 km percorsi, 10.001 tedofori. Torino si prepara, con numerose iniziative, a celebrare il decennale dell'olimpiade invernale più bella di sempre. Prossimi ormai al 10 febbraio, in molti sui "social", ripercorrono le grandi emozioni di quei giorni. In questi quattro minuti il coinvolgente viaggio, da dentro, della Fiamma Olimpica. Di mano in mano. Buona visione, qui. La scintilla del Sole, così la definiva De Coubertin, è sempre, eternamente in corsa.

29 gennaio 2016

Rapporto nazionale pesticidi nelle acque - ISPRA

@ Futuribilepassato | Luca Tittoni. In cerca di alcuni dati rileggevo l'ultimo rapporto ISPRA circa i pesticidi nelle acque superficiali e sotterranee. In attesa del nuovo studio, aggiornato, desidero proporre anche in questa sede l'ultimo rapporto disponibile. L'edizione dell'analisi è del 2014 e i dati fanno riferimento al periodo 2011-2012. Riprendo dal sito dell'Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale la descrizione della ricerca ben leggibile anche a questo link

L’ISPRA realizza il rapporto nazionale sulla presenza di pesticidi nelle acque per fornire su base regolare le informazioni sulla qualità della risorsa idrica in relazione ai rischi di tali sostanze. Il rapporto è il risultato di una complessa attività che coinvolge le Regioni e le Agenzie regionali per la protezione dell’ambiente, che effettuano le indagini sul territorio e trasmettono i dati all’ISPRA, che a sua volta svolge un compito di indirizzo tecnico-scientifico e valutazione delle informazioni. Il rapporto, che si riferisce alle indagini svolte nel periodo 2011-2012, è costituito da due parti: la prima presenta i risultati del monitoraggio nazionale dei pesticidi nelle acque superficiali e sotterranee svolto negli anni 2011-2012; i risultati a livello regionale sono illustrati nella seconda parte del rapporto. Oltre ai dati statistici sulla presenza di pesticidi nelle acque, in termini di frequenza di ritrovamento e distribuzione delle concentrazioni, sono valutati i livelli di contaminazione ottenuti per confronto con i limiti di qualità ambientale stabiliti a livello europeo e nazionale. Il rapporto esamina le situazioni più critiche di contaminazione, dovute alla presenza di specifiche sostanze. Viene inoltre analizzata l’evoluzione della contaminazione, in termini di frequenze di ritrovamento e livelli di concentrazione, sulla base dei dati raccolti a partire dal 2003, tenendo anche conto degli aggiornamenti dei piani di controllo regionali.

Qui è possibile scaricare e leggere lo studio su base nazionale, mentre a questo indirizzo è possiible visionare e scaricare la pubblicazione su base regionale. Buona lettura.

23 gennaio 2016

Kitzbühel, impresa di Peter Fill sulla Streif

@ Futuribilepassato | Luca Tittoni. A Kitzbühel il cielo è azzurro. L'artista si chiama Peter Fill da Castelrotto. Il discesista italiano ha pennellato curva dopo curva una gara divenuta capolavoro di tecnica e determinazione. Sempre in posizione, linee alte e scorrevoli, pulito nelle uscite e con un approccio agonistico da vero grande atleta. La leggendaria Streif anche per questo 2016 ha il suo Re.

Una nutrita rassegna stampa e i video della gara nei link sottostanti. La foto in capo al post è tratta da: FISI, Pentafoto, qui. Buona lettura e visione.

21 gennaio 2016

L'esercito europeo di riserva - da Asimmetrie

@ Futuribilepassato | Luca Tittoni. Ore 01:08. Da tempo ho un legame particolare con le ore piccole. No, non è esatto, lo ammetto, io le adoro proprio. Permettono di fare ricerca e leggere articoli sublimi in un contesto di calma idilliaca, quindi con un coinvolgimento logico - emotivo pieno. A proposito di emozioni, maneggiare con cura, l'articolo è tosto. Dimenticavo: si parla della leva lavoro calata nel contesto storico-economico attuale. Per certi precisi aspetti riportati nell'articolo, il modello dettato è quello tedesco, ma non è quello vincente. L'esercito europeo di riserva, buona lettura, qui. Il post è tratto dal sito Asimmetrie, qui. E dato che ci sono, buonanotte!

15 gennaio 2016

TgR Leonardo, Patrizia Gentilini a sostegno dell'appello fatto al Presidente della Repubblica

@ Futuribilepassato | Luca Tittoni. La Dottoressa Patrizia Gentilini interviene alla trasmissione TGR Leonardo - testata d'informazione scientifica di Rai Tre - a supporto dell'appello fatto dai medici ISDE al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. La lettera, di pochi giorni orsono a firma di Patrizia Gentilini e del Dott. Agostino di Ciaula, che può essere letta a questo link, rivolge alla prima carica della Repubblica un appello in favore di una maggiore sostenibilità, responsabilità e tutela della salute verso le pratiche di produzione energetica, industriale e produttiva in essere in Italia. Questo sooprattutto alla luce delle pesanti evidenze scientifiche e sanitarie che riguardano anche il nostro Paese. Un richiamo al futuro per mezzo della responsabilità e di pratiche virtuose con minori esternalità negative. La petizione a sostegno dell'appello lanciato dai medici ISDE può essere firmata qui, mentre a questo link è possibile vedere l'intervento della Dottoressa Gentilini alla trasmissione TGR Leonardo. Rivolgo anch'io, nuovamente, un piccolo appello a tutti i lettori del sito, quello alla firma.

13 gennaio 2016

Esserci è un'altra cosa

@ Futuribilepassato | Luca Tittoni. Dieci anni fa. Cerimonia di apertura delle XX Olimpiadi Invernali di Torino 2006, terza Olimpiade italiana dopo Cortina 1956 e Roma 1960. Iniziai l'avvicinamento un anno e mezzo prima tra iscrizioni, selezioni, colloqui telefonici e trasferimenti lampo o più stabili. Ad accompagnarmi, subito, indelebile, quel claim nostrano, diretto, ma passato un po' in secondo piano rispetto al più internazionale "Passion lives here". Forse perchè "Esserci è un'altra cosa" a me è parso un colpo ad effetto, il sogno olimpico diventato realtà. Una promessa mantenuta. Buona, sublime, visione. Qui.

La ventesima olimpiade invernale dell'era moderna oltre a esser stata una sontuosa manifestazione sportiva, di risalto territoriale e di vita personale, ha rappresentato in parte, quello che, a livello impiantistico post Giochi, non va fatto. Un'amara constatazione da tenere a mente per il nostro Paese circa i grandi eventi recenti o che verranno - penso a quanto accaduto anche per Roma 2009 o alla possibile Roma 2024  - una parziale delusione dentro una rara, affascinante avventura. Intanto, a dieci anni dai Giochi, Torino si appresta a rivivere quell'inebriante ricordo olimpico con una festa di tre giorni (qui). Foto post: Agenzia La Presse.
  • The complete Turin 2006 Winter Olympic film and Olympic history. Click here

12 gennaio 2016

Italia sostenibiile e responsabile, appello al Presidente Sergio Mattarella

@ Futuribilepassato | Luca Tittoni. Come molti cittadini, esponenti della comunità scientifica e tecnici impegnati per un'Italia maggiormente responsabile, desidero amplificare l'eco della lettera a firma dei medici per l'ambiente Patrizia Gentilini e Agostino di Ciaula.
L'appello, che può essere letto integralmente a questo link, è rivolto alla prima carica dello Stato ed è connotato - ovviamente - da considerazioni, lavori e riferimenti scientifici.
Per chi lo desidera, il sostegno a questa azione comune, civica e di coscienza professionale, passa per una semplice firma con nome e cognome da unire all'appello. Una spinta costituita da una presenza tangibile indirizzata ai medici promotori che proseguiranno con impegno la loro iniziativa e le istanze comuni.
Da parte mia un grazie per l'instancabile operato dei medici ISDE, con un particolare ringraziamento alla Dottoressa Patrizia Gentilini e al Dottor Agostino di Ciaula.
Qui l'appello riportato sul blog de "Il Fatto Quotidiano" della Dottoressa Patrizia Gentilini, mentre a questo link è possibile firmare la petizione. Sotto, un breve estratto della comunicazione rivolta al Presidente della Repubblica da parte dei due medici.
Grazie e buona firma. 

Caro Presidente Mattarella,
abbiamo ascoltato ed apprezzato il suo discorso di fine anno, in particolare dove Lei ha toccato il tema dell’inquinamento e delle sue ricadute per la salute.
Il tema è di stringente attualità, specie  in queste settimane di continui superamenti dei livelli di smog ed in cui ci sembra paradossale che non si possa far altro che sperare in un cambiamento delle condizioni climatiche (come se ”magicamente” con la pioggia gli inquinanti si dileguassero e non ricadessero viceversa al suolo) e sembra che non ci resti altro che confidare nella “benignità” di quella  Natura che viceversa costantemente violiamo. 
Proprio a questo proposito, come cittadini italiani, ci rivolgiamo a Lei  per esprimerle tutto il nostro più profondo sgomento e la nostra angoscia per i tempi che stiamo vivendo. 
Siamo certamente preoccupati per la mancanza di lavoro e perché non vediamo un futuro per i nostri giovani, ma ancor più ci angoscia la consapevolezza che stiamo compromettendo un bene ancora più prezioso: la loro salute.
Vorremmo tanto continuare a illuderci di vivere nel “Bel Paese”, ma purtroppo così non è:  Lei saprà che l’ultimo rapporto (clicca qui) dell’ UE ci pone al primo posto per morti premature in Europa a causa dei livelli di PM2.5, ossidi di azoto, ozono.
Siamo il paese dove la speranza di vita in salute (clicca qui) alla nascita (disabilità medio-grave) dal 2004 al 2013  è diminuita di 7 anni nei  maschi e di oltre 10 nelle femmine. 
Prosegue al link di cui sopra.

04 gennaio 2016

Conti economici trimestrali, crescita debole per l'Italia

@ Futuribilepassato | Luca Tittoni. L'Istituto Nazionale di Statistica ha presentato il 1 dicembre 2015 il rapporto sui conti economici trimestrali relativi - periodo di riferimento - al terzo trimestre dell'anno 2015, "trimestrale" espressa in valori concatenati con anno di riferimento 2010 e destagionalizzati. 
Si registra un aumento del PIL pari allo 0,2% rispetto al trimestre precedente, mentre lo stesso è cresciuto in via tendenziale, quindi rispetto al medesimo trimestre dell'anno 2014, dello 0,8%. 
Per il 2015 l'Italia chiuderà con un aumento di PIL pari allo 0,6% contro le stime fornite dal governo pari allo 0,9%. Crescita ritenuta moderata, più verosimilmente debole.
Da una prima lettura a trainare principalmente i dati della "trimestrale" sarebbero i consumi nazionali e, quindi, in parte, anche le importazioni. In sofferenza, invece, gli investimenti fissi lordi e le esportazioni. 
La sintesi chiara e molto interessante dell'intero rapporto può essere letta a questo link, mentre il testo integrale del documento - più tecnico ma comunque di facile comprensione e con glossario finale - può essere visionato a questo link
La prossima diffusione dati avverrà il 4 marzo 2016. 
Desidero riprendere anche un articolo tratto da Il Sole 24 Ore, più ragionato e meno tecnico, inerente proprio la crescita dell'Italia nel corso del 2015 con, anche in questo caso, gli ultimi dati trimestrali avente fonte ISTAT. Qui l'articolo.
La foto in capo al post è invece poco attinente con lo stesso ma osservandola da mesi in più ambiti, ho deciso di postarla. Questa, nello specifico, riporta l'andamento del PIL dal 2004 al 2014 per Stati Uniti, Unione Europea e stati area Euro. A cavallo tra 2008 e 2009 si può notare lo schock avvenuto per mano della crisi sulle economie nazionali o sulle macroregioni esaminate. L'area Euro risulta, tra le tre, quella maggiormente colpita. Ancora oggi. Fonte grafico: Eurostat. Buona lettura.

31 dicembre 2015

Il Centro Equestre Federale torna a vivere

@ Futuribilepassato | Luca Tittoni. Poche ore al nuovo anno ma il 2015 ci saluta con una bella, bellissima notizia. Forse ci siamo: il Centro Equestre Federale dei Pratoni del Vivaro, potrebbe tornare a vivere. Formalità ormai, nella lungaggine burocratica e a volte doverosa del nostro Paese. Ma poco conta, prendiamo la notizia e teniamola stretta, il risultato sarebbe davvero grande.
Importante l'impegno profuso dai comuni di Rocca di Papa e Ariccia per mezzo dei rispettivi primi cittadini. 
Territorio, storia e sport, la meravigliosa struttura, tra le più famose e invidiate nel panorma dell'equitazione, guarderebbe, quindi, a un nuovo possibile futuro.
Un ponte virtuale tra Roma 1960 che ne sancì l'inaugurazione e la candidatura di Roma 2024, chissà, passando per i mondiali che furono, gli europei del 2007 - in foto - e una quotidianità operativa da ritrovare per ripristinare la centralità dell'impianto castellano.
Proprio circa Roma 2024 montano discussioni su impianti abbandonati come i Pratoni del Vivaro o lo Stadio Flaminio. Infrastrutture di pregio e storiche lasciate in stato di abbandono.
Per l'equitazione, infatti, stando a "La Repubblica", sembrerebbe in piedi il ballottaggio tra i Pratoni del Vivaro e Piazza di Siena. Qui l'articolo.
Ad ogni modo, Giochi Olimpici o meno, ci sarà da rimboccarsi le maniche e parecchio; il CEF del Vivaro versa ora in condizioni pessime.
Intanto un piccolo grande passo per poi, si spera, andare al galoppo.
Buon anno.
Desidero riprendere un breve estratto della notizia, sotto, apparsa in esclusiva sul "Il Grillo" e avente titolo: Ex centro equestre federale, prossima l’assegnazione al Comune di Rocca di Papa. A questo link, invece, l'intero articolo originale.
Seguiranno aggiornamenti.

Con nota ufficiale l’Agenzia regionale del Demanio ha reso noto che è in via di definizione l’Accordo di programma che prevede un piano di rilancio dell’ex centro equestre federale dei Pratoni del Vivaro e  la contestuale consegna della struttura al Comune di Rocca di Papa. “Sta giungendo finalmente a termine il lungo iter di trattative che abbiamo intrapreso prima col Coni e poi col Demanio dal momento in cui il centro equestre è stato chiuso, a luglio del 2013 – dichiara il sindaco di Rocca di Papa, Pasquale Boccia -. Non potevamo permettere che un tale patrimonio naturalistico e sportivo della nostra città fosse abbandonato, e subito ci siamo attivati delineando una proposta di riqualificazione e gestione valida, che oggi attende solo gli ultimi passaggi formali”. La cordata per salvare il centro equestre federale ha visto sin da subito il Comune di Rocca di Papa spalleggiato dal Comune di Ariccia e di Rocca Priora, unitamente all’apporto del campione olimpico Mauro Checcoli ed altri soggetti riuniti nella  “Fondazione Conte Ranieri di Campello“.

15 dicembre 2015

Dondero, la fotografia è un'arte semplice

@ Futuribilepassato | Luca Tittoni. Un piccolo omaggio a Mario Dondero, fotografo contemporaneo e tra le principali figure del fotogiornalismo italiano e non. Dondero, scomparso poche ora fa, ha saputo raccontare storie di vita con armoniosa semplicità. Ed è proprio da questo concetto, la semplicità, che desidero riprendere l'articolo: Dondero, la fotografia è un'arte semplice, pubblicato su Vita e a firma di Giuseppe Frangi. Qui l'articolo di cui sotto un breve estratto. In foto: Anicée Alvina, ritratto, autore Mario Dondero. Buona lettura.

Dondero non rappresenta il fotografo romantico “che non c’è più”. Rifiutava questa etichetta di eroe di un passato travolto dalla storia. Lui era ostinatamente convinto che la sua strada fosse quella giusta e quella che poteva garantire un futuro alla fotografia. «Ho sempre pensato a un racconto fotografico incentrato sull'osservazione di fatti minimali, su ciò che nella società rimane latente e deve essere riportato alla luce. In questo risiede il valore civile del nostro mestiere. Malgrado i giganteschi cambiamenti intervenuti». In effetti Dondero si è mosso con la stessa dimestichezza dai fronti di guerra, alle straordinarie immagini degli intellettuali che amava e stimava (Pasolini in primis), sino alle foto quotidiane, senza rilevanza di cronaca. La costante che unisce questi contesti così diversi sta in questa filosofia di Dondero: «Io inseguo sempre la variante».

"Il colore distrae. Fotografare una guerra a colori mi pare immorale". Mario Dondero

14 dicembre 2015

Paris Outcome

@ Futuribilepassato | Luca Tittoni. Clima, Parigi "val bene" un accordo. Ora occorre capirne la portata, che spesso si coglie nei dettagli, nei periodi brevi e dentro articoli apparentemente secondari.
La COP 21 ha prodotto questo accordo nella sua versione definitiva, tecnicamente chiamato Paris Outcome.
Sicuramente la crescita o la mancata crescita economica renderanno le cose più difficili o più facili a seconda del punto di vista da cui si guarderanno, appunto, le cose.
Compiti a casa per tutti gli stati con l'Italia che dovrebbe andare subito in punizione considerate le misure previste nel Decreto Sblocca Italia concepito dall'attuale esecutivo che, tutto fa, tranne orientare il Paese verso la decarbonizzazione e la crescita (quella vera).
Non casuale, appunto, uno degli ultimi richiami (grido di allarme, si può dire, non fa scandalo) proprio sullo Sblocca Italia e avente come mittente una parte della comunità scientifica nostrana (qui) e come destinatario proprio il Governo.
Circa l'importante risultato di Parigi desidero riprendere due articoli di Lorenzo Ciccarese entrambi leggibili ai link sottostanti, con, ancora più sotto, un breve estratto. Buona lettura.
Foto post: Arnaud Bouissou.
Il testo dell’accordo non risponde alle aspettative di molti, ma era difficile ritenere che si potesse andare oltre questo impegno. È ovvio che le promesse di riduzione dei gas serra che i Paesi hanno messo sul tavolo di Parigi cadrà ben al di sotto dell’obiettivo 2 °C. Per limitare a 1,5 °C il riscaldamento c’è bisogno di profonde e rapide riduzioni delle emissioni di CO2, che passano attraverso politiche aggressive, incluso l’aumento dei prezzi dell'energia da fonti fossili, per accelerare investimenti in tecnologie pulite e per disporre di fondi a favore dell’innovazione tecnologica. 
Di sicuro l’accordo di Parigi ha riconosciuto le esortazioni della comunità scientifica ad affrontare con urgenza il cambiamento climatico. I tre elementi chiave per farlo, in qualche modo, sono nel testo dell’accordo: mantenere il riscaldamento al di sotto di due gradi; abbandonare i combustibili fossili; rivedere, ogni cinque anni, gli impegni dei Paesi di riduzione dei propri livelli di emissioni di gas-serra.
In qualche modo l’accordo riconosce che i tagli alle emissioni promessi dai paesi non sono ancora sufficienti. Tuttavia l'accordo, nel suo complesso, invia un messaggio forte a imprese, investitori e cittadini: i combustibili fossili appartengono al passato, mentre per il futuro l’energia potrà essere solo rinnovabile e pulita. Infine, l’accordo riconosce il nesso tra climate change e sicurezza alimentare e l’urgenza di affrontare la fame e la malnutrizione.  
Ora spetta alla società civile, che a Parigi non ha potuto far sentire la propria voce, esigere che i governi attuino le misure e gli obiettivi contenuti nell’accordo e incalzarli se dovessero insistere sul rinascimento del carbone, del petrolio e del gas, o ritardare il processo di de-carbonizzazione. I governi devono essere consapevoli che la protezione del clima e la trasformazione ecologica delle società sono solo possibili in cooperazione con la società civile.

07 dicembre 2015

COP 21 verso l'accordo, ma l'obiettivo dei 2° è fuori portata

@ Futuribilepassato | Luca Tittoni. Settimana conclusiva per la conferenza sul clima, si entra nella fase calda e non soltanto per l'oggetto del "contendere". Giunto sul tavolo dei delegati il "paper" ottenuto nel corso dei colloqui della prima settimana, documento scaricabile a questo link e che poggerebbe le basi per la relazione finale della Conference of the parties. 
I 196 stati rappresentati viaggerebbero verso un accordo, questa la prima importante impressione che si trae dai lavori. 
Arrivare a un compromesso tra paesi non è facile, considerando, ad esempio, che in sede di COP il veto di San Marino vale quanto quello dell'Italia o della stessa Francia. La compresenza poi di ong, istituzioni onu, agenzie e lobby, non facilita la distensione dell' "atmosfera".
L'Unità in questo articolo riporta cenni di come l'IMO (Organizzazione Marittima Internazionale) e l'ICAO (Organizzazione internazionale dell'aviazione civile) esprimano, diciamo così, un forte peso. L'articolo sostiene: "il settore dei trasporti produce una quantità enorme di emissioni di CO2, più di Germania e Giappone assieme. Eppure la bozza di nuovo accordo globale non prevede limiti o prescrizioni per le navi e gli aerei. Mentre gli analisti valutano che, senza interventi di contenimento o di conversione, la crescita della mobilità di merci e persone porterà i trasporti a produrre il 270% di emissioni in più entro il 2050, vanificando di fatto gli sforzi delle nazioni".
Tornando per un attimo sulla terra e fermi, sembra lontano l'obiettivo dei 2° come anche quello dei 2,7°, visione, questa, considerata raggiungibile ma anche ottimistica. 
L'impegno promesso per la riduzione dei climalteranti sulla base degli INDCs ante conferenza creerebbe una fascia di rispetto entro i 3°-4° per i prossimi decenni, in pratica lo scenario peggiore considerato dai tecnici dell'IPCC (per alcuni ritenuto addirittura catastrofico).
L'impegno finale dovrebbe quindi basarsi sull'elaborazione di una convergenza atta a garantire trasparenza delle misure adottate da ogni singolo paese e comparabilità delle attività di monitoraggio, forse invece più lontano un accordo strettamente vincolante circa una marcata riduzione complessiva dei gas serra (come da molti vivamente auspicato da mesi).
Per chi individua nell'attività antropica la causa dell'innalzamento delle temperature del pianeta, Parigi potrebbe rappresentare una delle tante tappe, importante ma non definitiva, una tachipirina contro la febbre di Gaia, con la speranza di vincere, magari di qui a poco, l'influenza derivante da gas serra.
Molto interessante l'articolo riportato su Qualenergia, a firma di Lorenzo Ciccarese che desidero proporre e che può essere letto a questo link. Ne propongo, sotto, alcuni estratti che trovo di rilievo.

2° fuori portata, l'accordo garantirà la trasparenza sugli impegni: un punto in comune è invece l'impegno di limitare il riscaldamento globale a un massimo di 2 °C rispetto ai livelli pre-industriali. È già chiaro però che la somma degli impegni che i Paesi hanno messo sul tavolo di Parigi cadrà ben al di sotto dell’obiettivo 2 °C.  Dagli INDC presentati possiamo attenderci un riscaldamento di 3-4 °C (almeno 2,7 °C secondo la stima UNFCCC, ndr), che non potrà evitare le conseguenze catastrofiche previste dall’IPCC (il gruppo di scienziati dell’ONU chiamati a fornire indicazioni sulla scienza dei cambiamenti climatici e delle soluzioni per contrastarli) per questo scenario di riscaldamento a fine secolo.
A questo punto, possiamo ritenere che l'accordo che verrà fuori a Parigi, nella migliore delle ipotesi, sancirà le norme per garantire trasparenza e comparabilità delle attività di monitoraggio, rendicontazione e verifica ed evitare che gli impegni di ogni singola nazione rimangano sulla carta. Resterà purtroppo il divario ampio e minaccioso tra le esigenze di politica climatica e i risultati che potranno essere ottenuti dalla COP21. Esiste il rischio che a Parigi sarà celebrato un "successo" che potrà rendere un po’ più lenta la catastrofe climatica, ma non rovesciarne la tendenza.

Serve un segnale dalla società civile: un segnale forte deve arrivare dalla società civile. Ed è un gran peccato che la grande marcia per il clima all’apertura della COP21 sia stata cancellata.  La società civile deve far sentire la propria voce per esigere che i governi attuino le misure e gli obiettivi prefissati e indicati dalla scienza, e incalzarli quando corteggiano le imprese che vogliono un rinascimento del carbone, del petrolio e del gas, o corrono in soccorso di un’agricoltura industriale, obsoleta e insostenibile.
Il giro di vite in tutto il mondo su parti della società civile che si distinguono per la tutela dell'ambiente, i diritti umani e la democrazia, la crescita verde, l’inclusione e la giustizia sociale, è quindi molto preoccupante. È auspicabile che il vertice sul clima di Parigi dia alla fine un chiaro segnale che la protezione del clima e la trasformazione ecologica sono possibili solo in cooperazione con la società civile. Ciò vale in particolare per i Paesi in via di sviluppo, in cui le questioni ambientali e sociali sono strettamente intrecciate.

01 dicembre 2015

Dossier di Isde Italia su clima, salute, agricoltura e alimentazione per COP 21

@ Futuribilepassato | Luca Tittoni. Isde Italia, l'associazione dei medici per l'ambiente ha prodotto un importante lavoro in concomitanza e per la conferenza intergovernativa sul clima di Parigi - COP 21.
Il dossier curato dai dottori Agostino di Ciaula, Antonio Faggioli e Gianni Tamino riguarda i cambiamenti climatici, la salute, l'agricoltura e l'alimentazione. 
L'intero documento può essere scaricato e letto ai link sottostanti. Come sempre infaticabile la sezione italiana di Isde al quale va un enorme ringraziamento per il costante impegno scientifico e d'informazione.
  • Dossier Isde Italia clima, salute, agricoltura e alimentazione. Versione integrale in italiano. Qui.
  • Dossier Isde Italia clima, salute, agricoltura e alimentazione. Versione breve in italiano. Qui.
  • Dossier Isde Italia clima, salute, agricoltura e alimentazione. Versione integrale in inglese. Qui.
  • Dossier Isde Italia clima, salute, agricoltura e alimentazione. Versione breve in inglese. Qui.
Home Isde, qui. Home Isde Italia, qui. Buona lettura.

30 novembre 2015

Il mondo a Parigi contro la febbre di Gaia

@ Futuribilepassato | Luca Tittoni. COP 21 al via. Capi di stato e di governo chiamati a uno storico accordo al fine di contenere prima e ridurre poi i gas climalteranti in atmosfera.
Obiettivo dichiarato: controllare la febbre di Gaia.
L'intento, infatti, sarebbe quello di gestire l'innalzamento della temperatura planetaria entro i due gradi centigradi rispetto all'epoca preindustriale. Superare tale soglia, secondo la maggioranza della comunità scientifica, innescherebbe pesanti esternalità negative dal punto di vista climatico, economico e sanitario. Effetti in parte già osservabili nella vita quotidiana.
Per l'IPCC (qui) la causa è ormai chiara: i gas serra di natura antropica. Ora spetterebbe ai governi prendervi definitivamente rimedio o almeno provarci cercando di fare sul serio.
Un punto di novità si è però già manifestato, COP 21 è la prima conferenza sul clima dove i lavori si baseranno sugli INDCs (qui e qui), elementi stabiliti durante la COP 19 di Varsavia, peraltro non proprio riuscitissima.
L'Unione Europea per mezzo del suo commissario al clima e l'energia, Miguel Arias Canete, fa sapere: "Un processo dinamico di revisione sarà uno dei punti per i quali ci batteremo", ricordando la necessità di un meccanismo che faccia il punto ogni cinque anni sui progressi nella riduzione delle emissioni, per riuscire a centrare l'obiettivo di contenere il riscaldamento globale entro la soglia critica dei due gradi. E' chiaro che gli Usa "sono contrari ad un accordo vincolante" per motivi interni, il negoziato però "si basa sul consenso di oltre 190 Paesi" e ancora oggi gli statunitensi "non hanno presentato un approccio alternativo" ricordando che non solo l'UE, ma anche molti Paesi in via di sviluppo, dalle isole del Pacifico al gruppo africano, "vogliono un accordo vincolante". Estratto da un articolo Ansa, qui la fonte.
Si punterebbe quindi a un accordo vincolante e dinamico con dei processi di revisione periodica tra emissioni, andamento e obiettivi programmati.
Se si perverrà a un successo, a un fallimento, o alla classica montagna che partorirà il topolino, al momento non è dato sapere. Tra molti segnali importanti l'unica attuale certezza: in una Francia straziata dai terribili attentati di poche settimane fa, una parte consistente del futuro del pianeta e delle sue specie, passerà nella porzione di cielo sopra l'Arco di Trionfo.
Foto post, grafico delle concentrazioni di anidride carbonica in atmosfera ottenute dall'Osservatorio di Mauna Loa, nelle Isole Hawaii. La linea verde centrale indica la soglia delle 400 ppm, fonte, istituto oceanografico, qui.
Sotto un'ampia rassegna stampa tecnica, cronaca e, ovviamente, spazio anche alle tesi contrarie circa il riscaldamento del pianeta. Buona lettura.
  • NASA, global warming, pagina appositamente dedicata. Qui.
  • ESA, climate change initiative. Qui.
  • Dagli allevamenti intensivi arriva il 20% dei gas serra. Qui.
  • I livelli record di anidride carbonica e il futuro del clima. Qui
  • Sette bufale di chi nega il riscaldamento globale. Qui.
  • Clima, dove portano i negoziati di Parigi? Qui.
  • COP 21, cosa dobbiamo aspettarci? Qui
  • COP 21, le fasi della conferenza sul clima. Qui.
  • COP 21,l'Unione Europea: "A Parigi un accordo vincolante". Qui.
  • I nodi della conferenza sul clima di Parigi, il punto su UE e USA. Qui.
  • Le incognite della conferenza di Parigi: accordo non chiaro e finanziatori inquinanti. Qui.
  • Il Climatismo, la nuova ideologia. Qui.

25 novembre 2015

La Francia ritarderà ancora il vincolo UE di rientro dal deficit?

@ Futuribilepassato | Luca Tittoni. Poche ore dopo i tragici attentati di Parigi il primo ministro francese, Manuel Valls, ha fatto sapere che intenderebbe ritardare (sforare ulteriormente) il rispetto del parametro UE relativo al rapporto deficit/PIL. A oggi, infatti, la Francia non rientra nella soglia limite del 3%, vincolo europeo nell'ambito del Patto di Stabilità e Crescita insieme all'altra misura, altrettanto nota, quella del debito pubblico pari o al di sotto del 60% del Prodotto Interno Lordo per ciascun paese.
La ragione di questo nuovo sforamento annunciato da Parigi si motiverebbe in nuove spese per la sicurezza che, attenzione, non intaccherebbero però la portata delle altre voci.
In soldoni: spendo di più per la sicurezza ma non porto tale maggiore spesa in compensazione sulle altre voci di bilancio.
Chiarendo subito che ogni stato aderente a Maastricht può oltrepassare la soglia del 3% (Germania e Francia lo fecero nel 2003 e 2004 senza incorrere negli strali dell'UE) le procedure che Bruxelles innescherebbe sono le seguenti: avvertimento preventivo, raccomandazione, sanzione.
Qui i dettagli della procedura.
Oltralpe, quindi, il rientro nella soglia limite del 3% sarebbe programmato per il 2017, la Francia, per capirci, nel 2009 annoverava un rapporto deficit/PIL del -7,5% seppure in graduale riduzione.
Alla luce però di questi anni e mesi si può forse parlare di austerità A e austerità B? Una più rigida e una più morbida? Se infatti pare condivisa una maggiore flessibilità di conti verso la Francia è meno noto ma ben visibile (sulla nostra economia) come l'Italia abbia dovuto attuare snervanti politiche per rientrare senza troppa flessibilità nel parametro del 3% e provare poi a rimanervi, cosa non facile in questo contesto economico.
Il nostro Paese rispetta il vincolo deficit/PIL del 3% dal 2012 seppur quest'anno faticherà molto a rimanervi "dentro".
Per arrivarci, peraltro in piena recessione economica, abbiamo sostanzialmente distrutto imprese, imprenditori, spremuto famiglie, operai, ditte individuali, tagliato servizi essenziali al cittadino, perso diritti importanti per tutti noi.
Desidero quindi analizzare meglio questo aspetto cercando di capirne di più e proponendo, sotto, un articolo tecnico ripreso da Goofynomics di Alberto Bagnai e due articoli di mero livello descrittivo circa la situazione deficit/PIL in seno all'area Euro.
Proprio sulla richiesta avanzata da Parigi, intanto, l'Unione Europea sembra indugiare. Conferme e smentite si alternano rimandando ogni decisione al 2016.
Staremo a vedere.
Grafico post, fonte Eurostat, andamento del rapporto deficit/PIL aggiornato al 2013 di Francia e Italia. Le differenze sono evidenti.
Buona lettura.
  • La Francia e i "suoi" obiettivi europei. Di Alberto Bagnai. Qui.
  • Parigi, Valls: "La Francia oltrepasserà i vincoli UE sul deficit". Qui.
  • UE: "Valuteremo nel 2016 se Francia e Belgio fuori dal Patto di Stabilità per spese sulla sicurezza". Qui.