26 agosto 2016

Diritto alla salute, quali verità dietro gli inceneritori di nuova generazione?

@ Futuribilepassato | Luca Tittoni. Intendo dare ulteriore diffusione all'articolo della Dottoressa Patrizia Gentilini riguardante la presunta innocuità degli inceneritori con recupero energetico di ultima generazione. 
In particolar modo l'articolo si concentra sul comunicato diramato nel periodo di Ferragosto dalla Società Italiana Igiene Medicina Preventiva e Sanità Pubblica attinente proprio l'utilità degli impianti di termocombustione di nuova generazione. 
Alla presente nota stampa non si è fatta attendere in breve tempo la replica di ISDE (Associazione dei Medici per l'Ambiente) e di Medicina Democratica.
Nello stralcio sottostante una più completa visione dei fatti, mentre a questo link è possibile leggere l'intero post della Dottoressa Gentilini. 
Buona lettura.

L’antivigilia di ferragosto dall’agenzia adnkronos è stato diffuso un comunicato (qui) della SItI (Società Italiana Igiene Medicina Preventiva e Sanità Pubblica) con 7 “verità”  a supporto della presunta utilità e innocuità degli inceneritori di nuova generazione, posizione che sarebbe condivisa anche dall’Istituto Superiore di Sanità. Purtroppo sul  sito ufficiale della SItI non è reperibile il comunicato originale e quindi ci si deve limitare a quanto diffuso da adnkronos e ampiamente ripreso dai media (qui). C’è da rimanere  profondamente sconcertati davanti alle “7 verità”  perché non solo nessuna di esse è scientificamente supportata, ma addirittura alcune affermazioni sono in netto contrasto con ciò che emerge dalla letteratura scientifica. Non sono mancate pronte repliche sia da parte dell’Isde (qui) che di Medicina Democratica (qui), ma alcune considerazioni della SItI meritano di essere prese  in esame.

Si afferma ad esempio che  gli inceneritori “non provocano rischi sanitari acuti e cronici per chi vive in prossimità degli impianti” e che dallo studio epidemiologico Moniter “una delle più sofisticate ricerche al mondo sul rischio connesso alle emissioni di inceneritori […] si evidenzia chiaramente la assenza di rilevanti rischi sanitari acuti e cronici per chi vive in prossimità degli impianti”.

06 agosto 2016

I sogni non si inseguono con i piedi per terra

@ Futuribilepassato | Luca Tittoni. È il claim che accoglie ogni internauta nel sito del Comitato Olimpico Nazionale Italiano per Rio 2016. E se per De Coubertin l'importante era partecipare, principio mai passato di moda nonostante gli annetti, sognare incarna forse l'essenza più istintiva per ogni atleta. Ciò che lo spinge alla fatica più grande.
Nel paese del verde-oro l'auspicio, appunto, che una pioggia d'oro bagni l'azzurro. A partire da subito, con la caccia al duecentesimo oro italiano nella storia dell'olimpiade (estiva).
Intanto come a Torino, Londra e Pechino, al Maracanà, tempio carioca, aprirà Marco Balich, architetto italiano scelto come produttore esecutivo della cerimonia di apertura.
Per la chiusura invece, meglio aspettare il medagliere, incrociando rigorosamente le dita. I Am Italia Team. Buona visione. Qui.
  • Olimpiadi Rio 2016, sito della delegazione olimpica italiana, Italia Team. Qui.

01 agosto 2016

Notte Europea dei Ricercatori: il 30 settembre si rinnova l’appuntamento con la scienza che attrae


@ Futuribilepassato | Luca Tittoni. Ricevo e pubblico il comunicato stampa di Frascati Scienza per l'undicesima Notte Europea dei Ricercatori e la prossima Settimana Europea della Scienza. Appuntamento a settembre presso i maggiori centri di ricerca italiani e dell'area Tuscolana.
Buona lettura.

Dal 24 al 30 settembre 2016 al via la Settimana della Scienza che culminerà il 30 Settembre con la Notte Europea dei Ricercatori.

La manifestazione è promossa dalla Commissione Europea. Il progetto coordinato da Frascati Scienza vede tra i suoi partner principali i più importanti enti di ricerca nazionali (ASI, CNR, ENEA, ESA-ESRIN, INAF, INFN, INGV, ISS, CINECA, GARR, ISPRA, CREA, Sardegna Ricerche), tra le migliori università della Penisola (Sapienza Università di Roma, Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” e Università degli Studi Roma Tre, Università LUMSA, Università di Cagliari, Università di Cassino, Università di Parma, Università di Sassari, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia) e la Regione Lazio.

Anche quest’anno Frascati Scienza sarà capofila di una rete di ricercatori, università e istituti di ricerca che si estendono dal nord al sud dell’Italia nel promuovere il più importante appuntamento europeo di comunicazione scientifica, un evento che in tutta Europa coinvolgerà oltre 300 città europee.

Centinaia gli eventi in Italia e in Europa tutti dedicati alla scienza e all’importanza della figura del ricercatore. In particolare, l’area Tuscolana, dove si trovano le infrastrutture di ricerca fra le più importanti d’Italia ed Europa, sarà l’epicentro dell’evento che coinvolge molte altre città italiane: Roma, Firenze, Milano, Trieste, Genova, Modena, Ferrara, Napoli, Palermo, Bari, Cagliari, Catania, Lecce, Parma, Pavia, Reggio Emilia, Sassari, Frascati, Carbonia, Cassino, Gorga, Grottaferrata, Monte Porzio Catone.
  
Le prossime due edizioni, a cura di Frascati Scienza previste a settembre 2016 e 2017, saranno all'insegna del MADE IN SCIENCE, per una scienza vista come vera e propria 'filiera della conoscenza', capace di produrre e distinguersi per eccellenza, qualità, creatività, affidabilità, transnazionalità, competenze e responsabilità. MADE IN SCIENCE sarà il marchio che distingue la qualità, l’eccellenza e l’importanza della ricerca italiana e il filo conduttore degli appuntamenti in programma.

Frascati Scienza il 24 settembre, in occasione dell’evento lancio della Notte Europea dei Ricercatori 2016, guiderà il pubblico in un viaggio attraverso una "Casa della Scienza" che sarà allestita a Roma con il contributo della Regione Lazio. Saranno realizzati spazi che riproducono una cucina camera, soffitta e giardino per promuovere varie attività scientifiche aperte a tutti. I partecipanti, dopo essere stati accolti all’ingresso, potranno visitare la casa attraverso un percorso che li guiderà in cucina per conoscere le “ricette di chimica”, in cameretta per scoprire la fisica dei giocattoli, fino a salire in soffitta per osservare con il telescopio la stella che scalda il nostro pianeta, per riscendere infine in giardino e conoscere da vicino i segreti della biologia. All’interno di ciascuna stanza le persone vivranno delle brevi esperienze scientifiche che permetteranno loro di guardare con occhi nuovi quello che accade ogni giorno nelle nostre case.

L’idea della casa guiderà tutte le attività che caratterizzeranno la settimana della scienza e la Notte Europea dei Ricercatori: ogni giorno della settimana, dal 26 al 29 settembre sarà, infatti, dedicato ad una delle 4 stanze e sarà caratterizzato da attività, laboratori e spettacoli a tema.

Infine, il 30 settembre la casa della scienza verrà ricostruita a Frascati all’interno delle Mura del Valadier e le stanze saranno ampliate così da ospitare un maggior numero di attività e consentire ai visitatori di vivere un numero maggiore di esperienze.

Per informazioni, Frascati Scienza, qui.

Tutti gli eventi rientrano nella azione Marie Sklodowska-Curie del programma Horizon 2020. In Italia oltre al progetto coordinato da Frascati Scienza sono cinque i progetti vincitori del finanziamento europeo: Sharper, Luna 2016, Closer, Bright e Society.

La Notte Europea dei Ricercatori è un progetto promosso dalla Commissione Europea. Il progetto coordinato da Frascati Scienza è realizzato in collaborazione con Regione Lazio, il Comune di Frascati, ASI, CNR, ENEA, ESA-ESRIN, INAF, INFN, INGV, ISS, CINECA, GARR, ISPRA, CREA, Sardegna Ricerche, con Sapienza Università di Roma, Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” e Università degli Studi Roma Tre, Università LUMSA di Roma e Palermo, Università di Cagliari, Università di Cassino, Università di Parma, Università di Sassari, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia. L’evento vede la partecipazione di G.Eco, Associazione Tuscolana di Astronomia (ATA), Accatagliato, Associazione Arte e Scienza, Gruppo Astrofili Monti Lepini (Osservatorio di Gorga), Associazione Culturale Chi Sarà di Scena, RES Castelli Romani, Associazione Eta Carinae, Associazione Tuscolana Amici di Frascati, Astronomitaly – La Rete del Turismo Astronomico, Explora il Museo dei Bambini di Roma, L.U.D.I.S, Museo Tuscolano delle Scuderie Aldobrandini, Native, Sotacarbo, STS Multiservizi, Science4Biz, Dinosauri in Carne e Ossa.

31 luglio 2016

Roma, il vulcano dei Colli Albani potrebbe risvegliarsi

@ Futuribilepassato | Luca Tittoni. A proposito di spalle larghe, qui. Pochi capricci, sogni d'oro "piccolo" mio.
Nell'immagine in capo al post è visibile la parte geologicamente emersa del distretto vulcanico dei Colli Albani denominato Grande Vulcano Laziale (qui) e oggi per gran parte coincidente con il territorio dei Castelli Romani. 
Di facile individuazione, oltre a due dei tre recinti, le antiche caldere di Nemi e Albano Castelgandolfo, insieme al lago di Vallericcia oggi invece non più esistente.
Buona lettura.
Foto post, clicca qui.

Potrebbe impiegarci mille anni, ma potrebbe risvegliarsi: nell'area vulcanica dei Colli Albani, alle porte di Roma, addormentatata da almeno 36mila  anni, il magma ha ripreso ad accumularsi nel sottosuolo. Lo indica la ricerca internazionale pubblicata sulla rivista Geophysical Research Letters e coordinata da Fabrizio Marra, dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). Storicamente l'area dei Colli Albani ha dato luogo a eruzioni all'incirca ogni 30mila anni ma, nell'arco degli ultimi 20 anni, i dati indicano un costante sollevamento del suolo pari a circa 3 millimetri l'anno. I Colli Albani sono un gruppo di rilievi montuosi che si innalzano nella Campagna romana a sud-est di Roma. Qui si trova il cosiddetto Vulcano Laziale, attorno al quale si sviluppa la zona dei Castelli Romani. Originario del Quaternario, ha protratto le sue eruzioni fino a poche migliaia di anni fa e ne rimangono tracce ben visibili nei laghi, nel lago Albano e nel lago di Nemi, formatisi da due dei suoi numerosi crateri. Sfiorano i mille metri di quota con i coni di scorie di Monte Cavo (950 m) e Maschio delle Faete (956 m). 
L'articolo prosegue a questo link.

Vulcano Laziale: il grande sorvegliato e la stazione sismica di Rocca di Papa.
Che il Vulcano Laziale non fosse estinto era ben noto (qualche studioso in passato lo aveva definito “in stato comatoso”), ma gli esiti di un recente studio condotto dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia hanno messo nero su bianco qualcosa di più, e cioè che il complesso vulcanico dei Colli Albani mostra chiari segni di una ripresa dell’attività, che potrebbero portare ad un nuova eruzione nel prossimo millennio.
Se i tempi lunghi inducono ad una certa calma, piace sottolineare che anche da Rocca di Papa, sede di una delle 35 stazioni della rete sismica nazionale collegate con Roma, giungono preziose informazioni per il monitoraggio del nostro territorio e che oggi sono confluite in una ricerca che fa notizia.
Il Museo Geofisico che si trova alla vetta dell’abitato roccheggiano, infatti, non è solo un centro espositivo. “La sede di Rocca di Papa contribuisce al monitoraggio dell’area dei Colli Albani e di tutta Italia – riferisce la direttrice del Museo roccheggiano, Giuliana D’Addezio -. Il Vulcano Laziale è continuamente sotto controllo. Ci sono delle aree monitorate da un punto di vista geochimico, come Marino, Morena e lungo il lago Albano, dove cioè si registrano emissioni gassose. Ci sono stazioni che trasmettono segnali in caso di frequenza sismica e ancora dei sensori, detti pienometri, che verificano se ci sono dei cambiamenti di tendenza del terreno dovuti a rigonfiamenti sottostanti. Un progetto nato in collaborazione con l’Esa permette inoltre di effettuare rilevamenti via satellite, per verificare sia i movimenti verticali che, addirittura, le emissioni gassose”.
Lo studio multidisciplinare è stato condotto da un team di ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Geologiche – “Sapienza” Università di Roma, Istituto di Geologia Ambientale e Geoingegneria del Consiglio Nazionale delle Ricerche (IGAG-CNR), e Laboratorio di Geocronologia dell’Università di Madison. Lo studio, Assessing the volcanic hazard for Rome: 40Ar/39Ar and In-SAR constraints on the most recent eruptive activity and present-day uplift at Colli Albani Volcanic District, ha permesso di ricostruire la storia delle eruzioni avvenute da 600.000 anni fa a oggi nel distretto vulcanico dei Colli Albani, assieme a quella delle deformazioni della crosta terrestre che hanno accompagnato nel tempo la sua evoluzione. 
L'articolo prosegue a questo link.

25 luglio 2016

L'Italia in deflazione come nel 1959

@ Futuribilepassato | Luca Tittoni. Questa volta andiamo nel (sempre meno) ricco nord est, apriamo bottega e vediamo cosa dicono i mastrini. L'analisi condotta dall'Associazione Artigiani Piccole Imprese Mestre (qui) offre questo interessante spaccato, qui la sua versione originale che può esser letta anche sotto.
Qualora amaste il brivido, in quel caso consiglio di leggere il report nella sua versione estesa, per capirci, non solo i mastrini e qualche scrittura contabile, ma tutto il "bilancio".
Documento scaricabile a questo link.
Buona lettura.

Il nostro Paese è in deflazione e i dati relativi ai prezzi al consumo indicano un calo dello 0,2 per cento nel I semestre del 2016. Continuando di questo passo l’Italia farà registrare, per la prima volta (qui) dal lontano 1959, una variazione dei prezzi negativa (vedi grafico). Solo che mentre nel 1959 il PIL italiano correva (+7 per cento), adesso, dopo una lunga fase di crisi (qui), la crescita economica è ancora a rischio tant’è che i centri studi e gli organismi internazionali stanno rivedendo al ribasso le prospettive per il 2016 (tassi inferiori all’1 per cento).

Secondo l’ultima analisi dell’Ufficio Studi della CGIA, su 200 voci di prodotto analizzate la deflazione si è verificata in ben 68 casi. E, al di là di settori particolari come l’hi-tech dove il progresso tecnologico consente, generalmente, la contrazione dei prezzi (computer fisso -12,7 per cento) e dei prodotti energetici (gasolio auto -12,5 per cento e benzina -7,6 per cento) che hanno beneficiato di un prezzo del petrolio basso e al di sotto dei 50 dollari al barile per tutto il primo semestre del 2016, la deflazione ha colpito anche altri comparti di spesa, in particolare molti prodotti alimentari.
Pomodori (-7,2 per cento), insalata (-2,4 per cento), zucchero (-2,4 per cento) e gelati (-2,0 per cento) sono i prodotti che hanno visto la riduzione dei prezzi maggiore ma la lista degli alimentari con il segno meno è lunga: pesche/nettarine (-1,8 per cento), cereali per colazione (-1,6 per cento), arance (-1,4 per cento), farina/altri cereali (-1,2 per cento), banane (-1,2 per cento), yogurt (-1,2 per cento); scorrendo la classifica dei prodotti alimentari con il segno meno se ne contano quasi trenta (vedi Tab. 1). “Il fatto che tanti prodotti alimentari abbiano subito un forte deprezzamento – dichiara il coordinatore dell’Ufficio studi della CGIA Paolo Zabeo – è indice delle difficoltà in cui versano le famiglie italiane. Nonostante i consumi abbiano registrato una leggera ripresa, rimangono molto lontani dai livelli raggiunti prima della crisi. Dal 2007 ad oggi, infatti, sono diminuiti di circa 6 punti percentuali. Nonostante il rafforzamento del Quantitative Easing da parte della Banca Centrale Europea, la domanda è ancora fiacca e questo influisce sul livello dei prezzi che continuano a scendere, riducendo in misura preoccupante i margini di guadagno delle imprese”.

Tra i prodotti che hanno subito i maggiori rincari la lista si apre con i servizi (qui) postali (+9,8 per cento), i palmari/tablet (8,2 per cento) che godono di una domanda in continua crescita, ma include anche alcuni alimentari come patate +8,2 per cento, olio d’oliva +5,3 per cento, mele +3,2 per cento e pere +3,1 per cento (vedi Tab. 2).
Scorrendo la classifica dei primi 50 aumenti vi sono altri aspetti negativi per le famiglie alle prese con il pagamento delle bollette: fornitura d’acqua (+4,5 per cento) e fognatura (+4,2 per cento) rappresentano rincari che azzerano o quasi i vantaggi derivanti dalla riduzione dei prezzi del gas (-7,6 per cento) e, in parte, dell’energia (qui) elettrica (-0,2 per cento) avvenuti nel primo semestre del 2016. Tra l’altro, nel terzo trimestre del 2016 le tariffe di luce e gas potrebbero tornare ad aumentare (per il momento il TAR della Lombardia ha “congelato” gli aumenti ma per la decisione finale bisognerà aspettare il mese di settembre).

“Inoltre – sottolinea il segretario della CGIA Renato Mason – non è da escludere che quest’estate, nonostante la domanda stagnante, si registrino alcuni aumenti dei prodotti ortofrutticoli che risentono anche della frammentazione del sistema distributivo e, spesso, della speculazione praticata dagli intermediari commerciali. Una cattiva abitudine che colpisce con elevata frequenza soprattutto i consumatori italiani”.

La CGIA ha anche mappato l’andamento dei pezzi per comune capoluogo di provincia. È stato (qui) possibile verificare come su 70 casi per cui erano disponibili i dati, in 45 comuni gli indici dei prezzi sono stati in flessione.

17 luglio 2016

"Vera Fotografia"

@ Futuribilepassato | Luca Tittoni. Periodo storico nel quale va tutto troppo velocemente. Dalla Francia alla Turchia senza neppure avere il tempo di respirare. La velocità che rende l'uomo assuefatto, a piccole dosi sempre più massicce dentro una guerra che squarcia i teleschermi e finisce dietro i vicoli di ogni città e latitudine. Pausa. Meglio ripiegare sulla sintesi concettuale, tecnica ed emotiva della fotografia. A Roma, fino al 28 agosto, presso il Palazzo delle Esposizioni, "Vera Fotografia".

“Quando fotografo amo spostarmi, muovermi. Non dico danzare come faceva Cartier-Bresson, ma insomma cerco anch’io di non essere molto visibile. Quando devo raccontare una storia, cerco sempre di partire dall’esterno: mostrare dov’è e com’è fatto un paese, entrare nelle strade, poi nei negozi, nelle case e fotografare gli oggetti. Il filo è quello; si tratta di un percorso logico, normale, buono per scoprire un villaggio ma anche, una città, una nazione. Buono per conoscere l’uomo”.
Gianni Berengo Gardin 

Qui e qui. Buona, eventuale, mostra. 
Foto post, clicca qui.

07 luglio 2016

49.3 reloaded

@ Futuribilepassato | Luca Tittoni. Libertè, egalitè e sont deux! Qui e qui. Le istituzioni francesi per mano del loro premier, Manuel Valls, sono pronte a servire alla cittadinanza il Jobs Act in salsa transalpina. Il progetto di legge, che pare indigesto alla maggioranza del paese, sembra infatti avviarsi alle battute finali. Per il prossimo gennaio la "Loi Travail" potrebbe essere definitivamente adottata.
Per far questo il capo del governo - Valls, appunto - sceglie di ricorrere per la seconda volta all'articolo 49.3 della Costituzione che prevede di bypassare il voto dei deputati e di subordinare la prosecuzione dell'iter a un'eventuale mozione di censura con tanto di scadenza, entro ventiquattro ore.
Insomma, la cosiddetta "riforma del lavoro" è ormai sulle tavole dei francesi o poco ci manca.
L'essere umano è soggettivo, i dati macroeconomici molto meno, ai posteri l'ardua sentenza.
Riprendo intanto questo interessante articolo di Francesco Ditaranto tratto da il Globalist, qui la sua versione originale, sotto un breve stralcio. 
Buona lettura.
Foto post: clicca qui.

Il primo ministro francese, Manuel Valls, ha annunciato nel pomeriggio che il governo utilizzerà l’articolo 49.3 della Costituzione per fare passare la riforma del codice del lavoro, meglio nota come Loi El-Khomri. In sostanza, si tratta di una versione d’oltralpe della fiducia, che permette all’esecutivo di evitare il voto dei singoli emendamenti alla legge. Se entro ventiquattro ore non sarà depositata alcuna mozione di censura, o se un’eventuale mozione non otterrà la maggioranza all’Assemblea Nazionale, la legge, con i dovuti tempi tecnici e dopo i passaggi istituzionali di rito, sarà adottata. Dopo quattro mesi di proteste e di ostinata attitudine al suicidio politico da parte del governo e del presidente Hollande, quello attuale è il peggiore degli scenari immaginabili all’inizio di questa sfibrante stagione per la Francia. 

Una legge non voluta, non necessaria e non richiesta, mette una croce sui poveri resti della socialdemocrazia francese, proprio mentre si celebrano le esequie di Michel Rocard, padre della sinistra francese del XXI secolo, che sembra essersene andato quasi per non assistere allo scempio. Rocard, primo ministro di Mitterand dal 1988 al 1991, era un sostenitore della diminuzione dell’orario di lavoro settimanale. Il suo figlioccio politico, Manuel Valls, apre oggi all’abdicazione dello Stato dal suo ruolo di garante del mercato del lavoro, e lo fa dopo aver mostrato al suo paese, quale possa essere la faccia autoritaria e antidemocratica della sinistra neo-liberista.

Il problema, a questo punto, non è più soltanto la legge EL-Khomri. Per capirlo, basta farsi avvolgere dal dolciastro paradosso francese per il quale nonostante il 70% dei cittadini sia contrario a questa riforma del lavoro, Alain Juppé, candidato in pectore dei Repubblicani alla presidenza, che ha promesso riforme ben più dure, vincerà le prossime elezioni a mani basse. Il problema, si diceva, è tutto in una presidenza e in un esecutivo fatti di persone impreparate al governo del paese. La miseria di questa socialdemocrazia è tutta qui. In un presidente della repubblica incapace di parlare ai suoi elettori e a tutti i cittadini, in un primo ministro inadeguato per affrontare questioni di portata nazionale, e in una comunicazione che fa acqua da tutte le parti.

05 luglio 2016

'A ppovertà è mmancanza de curtura!

@ Futuribilepassato | Luca Tittoni. Tra tanti modi ho pensato a questo: una poesia. Castellana, romanesca. L'autore è Cristiano Torricella - che purtroppo non conosco - e la stessa è tratta da questo link con tanto di traduzione dal dialetto all'italiano corrente. Una semplice poesia rivolta ai cittadini di questo territorio.
La foto del post? Nulla di rilevante. Giovedi 30 giugno alle ore 19:15 circa si è sviluppato un incendio - cause da accertare - presso l'impianto Tmb (Trattamento meccanico biologico) della discarica intercomunale dei Castelli Romani, ad Albano Laziale. 
La foto immortala la colonna di fumo vista da Collepardo.
E visto che questo non è soltanto e prima di tutto uno spazio condiviso, ma anche il mio spazio, in questi saltellanti versi sono racchiuse delle riflessioni personali legate ai paesi nei quali vivo.
Buona lettura.
Foto post: SD.

A ppovertà nun è ssortanto ppovertà de soldi!
E’ anche ppovertà de curtura,
libbera ed autoctona,
ppopolare, dialettale, ssociale!
E’ anche ‘gnoranza
de le proprie, pprofonne,
rradici ppopolari e ssociali!
E’ anche ppovertà d’idee e dde penzieri,
er nun zapè creà nulla de novo!
E’ anche ‘a diffusissima presunzzione che co’
lli sordi se pozza fà ttutto, ssempre!
E’ anche ‘sto cconsumismo sfrenato,
che uccide le esiggenze vvere, de li cittadini!
E’ anche votà ‘na ppolitica
de ssprechi e dde truffe,
contro er cittadino pagante!
E’ anche ignorà d’esse fiji, vveraci,
de Rroma
e dde li bbellissimi Castelli Romani!
E’ anche bere bira estera e “ccosa-ccosa”,
quando er tuo teritorio pproduce vino!
E’ anche magnàe couss-couss
e beve caffè americano, seguenno ‘e mmode!
E’ anche nun ave’ ‘na ppropria vvisione
spirituale, nmorale, etica, ppolitica, religgiosa!
E’ anche esse’ abbulici, apatici, senza più
vojia di lottà, arrennendosi subbito!
Questa è ‘a vera ppovertà, de chi vvive ‘na vita
senza mmotivazioni rreali, piena de nnoia!
Scusateme, perciò, se io nun faccio parte der
vostro ccoro, ma io penzo qquesto!

04 luglio 2016

Made in Science

@ Futuribilepassato | Luca Tittoni. Ricevo e pubblico il comunicato di Frascati Scienza per la Notte Europea dei Ricercatori 2016 e per la Settimana Europea della Scienza.
Per l'undicesimo anno consecutivo l'Associazione Frascati Scienza vince il bando del più importante appuntamento europeo di comunicazione scientifica. 
Anche per questa edizione - con enorme piacere e passione - sarò tra i blogger ufficiali di questa splendida manifestazione che riguarda il mondo della ricerca, della cultura e il nostro territorio.

Anche quest’anno Frascati Scienza sarà capofila di una rete di ricercatori, università e istituti di ricerca che si estendono dal nord al sud dell’Italia nel promuovere il più importante appuntamento europeo di comunicazione scientifica, quello in cui i ricercatori, in oltre 300 città europee a fine settembre, si uniscono per mostrare l’ebbrezza della scoperta, la passione e l’importanza del lavoro più bello del mondo: il ricercatore. 

Le prossime due edizioni, a cura di Frascati Scienza previste a settembre 2016 e 2017, saranno all'insegna del MADE IN SCIENCE, per una scienza vista come vera e propria 'filiera della conoscenza', capace di produrre e distinguersi per eccellenza, qualità, creatività, affidabilità, transnazionalità, competenze e responsabilità.

Come il Made in Italy è il simbolo del nostro Paese, MADE IN SCIENCE sarà il marchio che distingue la qualità, l’eccellenza e l’importanza della ricerca italiana e il filo conduttore degli appuntamenti in programma; sarà l’immagine con la quale le migliaia di ricercatori partecipanti comunicheranno alla società i valori della scienza in occasione della Settimana della Scienza e Notte Europea dei Ricercatori 2016 e 2017.

"L'obiettivo della Notte è di avvicinare i ricercatori alla popolazione, al fine di porre l'accento sul valore aggiunto del loro lavoro per la vita quotidiana, la competitività, la creazione d'occupazione, il benessere, il progresso sociale, nonché stimolare la "vocazione" scientifica nei giovani mostrando ricercatori che oltre ad un lavoro affascinante riescono ad avere hobbies e una vita privata. - spiega Colette Renier, Coordinatrice della Notte Europea dei Ricercatori presso la Commissione europea - Inoltre, la manifestazione ha anche, senza dubbio, un impatto positivo sui ricercatori stessi che possono comprendere meglio l'importanza di comunicare sulla loro ricerca e sviluppano le loro capacità di comunicazione. Dunque un'iniziativa che negli anni sta diventando sempre di più un punto di riferimento per il mondo della scienza e per la quale l'Unione europea ha stanziato 8 milioni di euro per gli eventi 2016-2017".

Dal 24 al 30 settembre 2016 l’area Tuscolana, dove si trovano le infrastrutture di ricerca fra le più importanti d’Italia ed Europa, sarà quindi epicentro di un evento nazionale che coinvolge molte altre città italiane: Bari, Cagliari, Carbonia, Cassino, Catania, Ferrara, Firenze, Frascati, Genova, Gorga, Grottaferrata, Lecce, Milano, Modena, Monte Porzio Catone, Napoli, Palermo, Parma, Pavia, Reggio Emilia, Roma, Sassari, Trieste che assieme agli altri partner italiani sparsi sul territorio nazionale saranno in prima linea nella diffusione della cultura scientifica, avvicinando in particolare i giovani al mondo della scienza e della ricerca.

Frascati Scienza parte dagli oltre 3.000 scienziati dell’area tuscolana e romana, da 11 anni con la sua attività intende rafforzare la partecipazione alla ricerca come bene comune e diffondere la cultura scientifica al grande pubblico. I principali enti di ricerca, la Regione Lazio, la Provincia di Roma, i comuni di Roma, Frascati e dei Castelli Romani sono fra i partner fondamentali del progetto.
L'intento dell'Associazione Frascati Scienza è di comunicare gli innumerevoli vantaggi che la scienza può offrire alla società, come ad esempio, sviluppare le applicazioni dei risultati ottenuti dalla ricerca scientifica per il bene comune o realizzare strumenti e modelli per un ambiente più sostenibile. Un altro tema fondamentale che sarà presente anche in questa edizione è il ruolo del ricercatore, essenziale nello sviluppo della società e cruciale per facilitare la comunicazione con il grande pubblico: da una parte è necessario educare i ricercatori alla cultura della comunicazione e diffusione dei propri risultati al di fuori del mondo accademico, dall'altra è importante stimolare la curiosità e avvicinare i giovani al mondo della scienza, per poter diffondere la cultura scientifica e sperimentare l’emozione della scoperta attraverso il divertimento e il gioco.

Nata nel 2005, la Notte europea dei Ricercatori quest’anno si svolge contemporaneamente il 30 settembre 2016 in circa 300 città in tutta Europa. Tutti gli eventi sono cofinanziati nel quadro delle azioni Marie Sklodowska-Curie del programma Horizon 2020. In Italia oltre al progetto coordinato da Frascati Scienza sono cinque i progetti vincitori del finanziamento europeo: Sharper, Luna 2016, Closer, Bright e Society.

La Notte Europea dei Ricercatori è un progetto promosso dalla Commissione Europea. Il progetto coordinato da Frascati Scienza è realizzato in collaborazione con Regione Lazio, il Comune di Frascati, ASI, CNR-ARTOV, ENEA, ESA-ESRIN, INAF, INFN, INGV, CINECA, GARR, ISPRA, CREA, Sardegna Ricerche, con Sapienza Università di Roma, Università degli Studi di Roma "Tor Vergata" e Università degli Studi Roma Tre, Università LUMSA di Roma e Palermo, Università di Cagliari, Università di Cassino, Università di Parma, Università di Sassari, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia.

L’evento vede la partecipazione di G.Eco, Associazione Tuscolana di Astronomia (ATA), Accatagliato, Associazione Arte e Scienza, Gruppo Astrofili Monti Lepini (Osservatorio di Gorga), Associazione Culturale Chi Sarà di Scena, RES Castelli Romani, Associazione Eta Carinae, Associazione Tuscolana Amici di Frascati, Astronomitaly – La Rete del Turismo Astronomico, Explora il Museo dei Bambini di Roma, L.U.D.I.S, Museo Tuscolano delle Scuderie Aldobrandini, Native, Sotacarbo, STS Multiservizi, Science4Biz.

Il progetto è finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito della call MSCA-NIGHT-2016/2017 (Grant Agreement No. 722952).

Per ogni info, Frascati Scienza, clicca qui.

26 giugno 2016

Allons enfants

@ Futuribilepassato | Luca Tittoni. In lungo e in largo domina ovviamente il tema "Brexit" e per chi non ferrato come me rilancio questi due cross macreoconomici del Prof. Alberto Bagnai, qui e qui.
Spostandoci più a sud, nell'Europa continentale, precisamente in Francia - Eurotunnel o aereo, a ciascuno la propria scelta referendaria - si gioca l'ennesima partita su un tema da settimane a centro pagina, poi ridotto a trafiletto e, infine, nascosto come Thiago Motta a centrocampo.
Considerato che seguo a intermittenza gli europei di calcio e, pur volendo, i cugini saranno pure cugini ma ci si vede a Natale e io tifo sempre Italia, la posta in palio si gioca non sul manto erboso di Saint Denis o del Velodrome di Marsiglia, bensì dentro uffici, fabbriche e ora anche nelle strade.
Il lavoro.
Le dure proteste contro la "Loi Travail", infatti, non accennano a diminuire e vanno avanti senza sosta, attutite, nel pianeta ubiquitario dell'informazione o presunta tale, da una Francia impegnata anche sul fronte calcistico.
In molti, per tematica e misure previste, hanno equiparato gli interventi sul mercato del lavoro voluti da Valls e Hollande - ma non solo da loro, anzi, qui  - al nostro Jobs Act, "riforma" varata con inno di Mameli cantato a squarciagola dal governo Renzi e che dopo qualche sgroppata sulla fascia non sembra capace di superare più nemmeno la metà campo (qui).
L'impostazione parrebbe infatti simile, ma non stupisce. 
In fin dei conti l'austerità, si sa, è poco creativa e molto teutonica, pardon, quadrata.
Medesima ricetta per molti stati, seppur con tessuti economici diversi e fondamentali economici ormai simili, cioè alle corde: deflazione salariale, interventi sulla produttività, ricadute sulla domanda interna e via col disco rotto che però trova via via sempre meno tifosi.
Insomma, per lasciar dentro quella che sembra a tutti gli effetti la moneta sbagliata che gira a vuoto in mezzo al campo, occorre agire sul resto della squadra con mosse tattiche sbagliate. Per la serie: mi serve una prima punta versione ariete e io metto dentro un "terzinaccio" di qualità.
In termini poco tecnici le misure della nuova legge sul lavoro francese si riassumono in questo articolo a firma di Andrea Barolini su Life Gate.
Che l'Unione Europea e ancor di più l'Eurozona fossero già schiacciati nella propria area di rigore a causa di politiche folli e lontane dai veri bisogni dei cittadini, è comune sentire.
A questo proposito stupisce la reattività civica francese ma in senso negativo perchè forse in ritardo. Ossia a rigore fischiato e con l'arbitro che corre già verso il dischetto.
Viene da chiedersi dove fossero in questi anni i cugini mentre Atene veniva irrispettosamente demolita e Roma e Madrid capitolavano sotto le pallonate di un rigore con finalità recessive e predatorie.
Il pallone si sa, è rotondo, e può sempre finire anche nella tua metà campo. Se poi in squadra non hai più Zidane o Platini allora devi prepararti pure tu.
Probabilmente i residui di grandeur e una politica molto a testuggine (contrariamente all'Italia sempre divisa) generano miopia, e al fischio dell'arbitro, stavolta il rinvio è stato sbilenco e la sfera è piombata pericolosamente verso la porta transalpina che, ora, inneggiando alla Bastiglia ha mostrato una reazione scenografica ma tardiva sotto alcuni aspetti.
Intanto è certo che, tra un  té e l'altro, sua Maestà saluta e si defila lasciando l'Unione Europea soffocata da pericolose tensioni e leadership visibilmente inadeguate.
Gonfia il petto e suona la Marsigliese per una Francia che vola ai quarti dei campionati europei da lei stessa organizzati e che, soprattutto, scommette in piazza la residua salvaguardia del proprio mercato del lavoro, con la speranza che riesca a difendere la sua metà campo da riforme che riforme non sono (Crisi, la Finlandia è malata come la Grecia pur avendo fatto tutte le riforme, qui). 
Sarebbe, questo, un importante goal per avviare, si spera, un vero punto di snodo da cui l'Unione Europea prenda fiato e nuovo vigore con, prima di tutto, maggiore equità decisionale.
Domani tiferò rigorosamente Italia, ma da più settimane, tifo anche un po' Francia.
Allons enfants!
Fonte foto post: clicca qui.

19 giugno 2016

Fusione Nucleare, il mondo a Frascati

@ Futuribilepassato | Luca Tittoni. "Riprodurre" le stelle, sul pianeta terra. I maggiori esperti al mondo in fatto di fusione nucleare: 450 scienziati impegnati in una cinque giorni di confronto presso il Centro Nazionale Ricerche ENEA di Frascati per la 22a edizione dell'International Conference on Plasma Surface Interactions in Controlled Fusion Devices.
La società e il contesto economico fortemente energivori, i gravi problemi ambientali pendenti, tutto ciò spinge a guardare un orizzonte lontano, verso le stelle, che, forse, mai nella storia dell'uomo si avvicinano alla velocità della luce.
Buona lettura.
Fonte articolo: Frascati Scienza, qui.

Cinque giorni di incontri organizzati dall’Enea, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile. L’International Conference on Plasma Surface Interactions in Controlled Fusion Devices, giunta quest’anno alla sua 22esima edizione, e per la prima volta realizzata in Italia, ha riunito 450 fra i maggiori scienziati ed esperti a livello mondiale nella ricerca sulla fusione nucleare per discutere sul futuro della produzione di energia nucleare.
Il sogno è ambizioso: arrivare a riprodurre i meccanismi delle stelle e avere a disposizione una fonte di energia inesauribile, sicura e pulita, in grado di soddisfare consumi energetici in costante crescita.
Il Centro Ricerche Enea di Frascati, è coordinatore nazionale per il progetto Iter (International Thermonuclear Experimental Reactor), la macchina per la fusione in via di realizzazione in Francia, a Cadarache e in altri progetti internazionali Demo, Broader Approach e nell’agenzia Ue Fusion for Energy.
Durante questi 5 giorni di incontri l’Italia ha spinto la propria candidatura per ospitare e realizzare la macchina sperimentale del progetto Divertor Test Tokamak (DTT), che vuole fornire risposte sulla fattibilità della produzione di energia dalla fusione nucleare.
L’investimento è da 500 milioni di euro: “Le ricadute scientifiche ed economiche sono di grande rilievo – segnala Enea – ad oggi oltre 1 miliardo per le imprese italiane che realizzano i componenti (tra cui Ansaldo Nucleare, ASG Superconductors, Walter Tosto e SIMIC): si tratta di quasi il 60% del valore delle commesse europee per la produzione della componentistica ad alta tecnologia. E l’obiettivo è di generare nuovi contratti per altre centinaia di milioni di euro nei prossimi 5 anni”.
I partner ci sono, e di tutto rispetto: Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), Consorzio di Ricerca per l’Energia, l’Automazione e le Tecnologie dell’Elettromagnetismo (Create) e un gruppo di università. Il governo, inoltre, ha incluso il progetto fra le iniziative finanziabili con i fondi per la competitività recentemente attivati dal Piano Junker.
Con questo progetto l’area tuscolana si confermerebbe ancora una volta come centro nevralgico della ricerca di fisica in Italia e in Europa, e la costituzione di un grande laboratorio potrebbe coinvolgere oltre 250 tra ricercatori e tecnici e dando impulso all’industria nazionale con impatti significativi sia dal punto di vista occupazionale che di competitività.
Prosegue al link di cui sopra.

15 giugno 2016

Genzano di Roma, la meraviglia dell'Infiorata 2016

@ Futuribilepassato | Luca Tittoni. Vivere in questi luoghi, i miei luoghi, dona molti privilegi. Seppure diversi da molti anni fa e probabilmente non sempre migliorati, i Castelli Romani offrono un'eterna bellezza e un'intensa ricchezza. 
Arte, radici, cultura, parole che trovano la loro sintesi in più tradizioni. L'Infiorata di Genzano di Roma è una di queste realtà. Dal 1778.
Più mani che si mischiano: i bozzetti dei maestri infioratori, i disegni a terra, lo "spelluccamento" che anticipa di molto la corsa dei bambini per lo "spallamento".
Questa è la meraviglia dell'Infiorata 2016. Poche parole, voce alle immagini. Buona visione. Qui.

06 maggio 2016

Pannolini lavabili? Quanto risparmiamo non usando gli usa e getta

@ Futuribilepassato | Luca Tittoni. Desidero riprendere l'articolo di Linda Maggiori riguardante l'uso di pannolini lavabili rispetto a quelli usa e getta. Le considerazioni e i rimandi presenti nel suo post sono interessanti anche in virtù delle metodiche di riciclo ancora sperimentali e non riproducibili su larga scala riferite al pannolino usa e getta. Chiaramente l'articolo offre un quadro più ampio dell'intero discorso e merita davvero la lettura.  
Qui il link del post di Linda presente su Il Fatto Quotidiano, sotto ne riporto un suo breve estratto. Buona lettura. 
Fonte foto post: clicca qui.

Una nota ditta di pannolini usa e getta sta chiedendo ai genitori di fotografare “un gesto d’amore” rivolto ai loro figli… le foto più belle faranno parte del video promozionale degli usa e getta. Tante mamme allora, per protesta, spediscono foto dei loro bimbi “vestiti” con coloratissimi pannolini lavabili (qui), dicendo “questo è il mio gesto d’amore verso la terra e verso mio figlio: usare i pannolini lavabili”. Ma perché questa protesta bianca? Un bebè nei primi suoi anni di vita, produce quasi 1 tonnellata di rifiuti (qui), solo contando i pannolini usa e getta. Se poi aggiungiamo salviette, creme e cremine, flaconi di shampoo, bagnoschiuma, oli…tutti in confezioni usa e getta, il numero raddoppia. Per produrre la cellulosa di 5800 pannolini (quel che consuma un bebè in due anni e mezzo) si devono abbattere 10-15 grandi alberi. Bel gesto d’amore che regaliamo ai nostri figli e alla terra! Ma non basta, perché non c’è solo cellulosa nei pannolini usa e getta. Ci sono anche plastica, cloro (per sbiancare la cellulosa) e gel ultra assorbenti, che oltre a irritare e  surriscaldare la pelle del bimbo, sono molto inquinanti al momento dello smaltimento. I pannolini usa e getta occupano il 10-20% del volume totale dei rifiuti conferiti in discarica e creano grandi problemi: si degradano in oltre 500 anni rilasciando sostanze chimiche nocive (sodium polyacrilate, tributyl-stagno (Tbt), diossina, xylene, ethylbenzene, styrene, isopropylene). Se inceneriti producono sostanze nocive (tra cui diossina), nanoparticelle, ceneri da smaltire e contribuiscono al riscaldamento globale.
D’altro canto gli esempi di riciclaggio di assorbenti usa e getta, sono solo sperimentali e non ancora applicabili su larga scala. Smaltire una tonnellata di rifiuti indifferenziati costa alla comunità circa 150 euro. Un comune con quella somma potrebbe incentivare l’acquisto di pannolini lavabili per ogni bambino che nasce: sempre più comuni virtuosi prevedono infatti incentivi all’acquisto o sconti nella tassa rifiuti (qui). I pannolini lavabili sono sempre più consigliati anche dai pediatri, perché sono delicati con la pelle del bimbo, lasciano traspirare, vengono cambiati più spesso dalle mamme (ogni 3 ore), e sono utili a mantenere la corretta divaricazione delle anche e una temperatura non troppo alta (pericolosa soprattutto per i maschietti). Inoltre molte mamme notano un’anticipazione dell’abbandono del pannolino.

03 maggio 2016

"Il cavallo non beve"

@ Futuribilepassato | Luca Tittoni. Ore 13:30. La pesante stagnazione che per buona parte degli anni novanta aveva afflitto il Giappone, mi venne genialmente illustrata anche così: "Quindi ragazzi, nonostante i molteplici provvedimenti in atto, il cavallo non beve". Resi mia l'istantanea, autore dello scatto un sublime professore di Macroeconomia, uno di quei docenti capaci di rendere semplici i concetti difficili.
Testo chiuso, "il cavallo non berrà" - mi dissi - "io però ho sicuramente fame" e poco dopo divorai un panino.
L'articolo, a firma di Valerio Malvezzi e tratto da Panorama, datato 11 marzo 2016 (riesco a postarlo soltanto ora), spiega interessanti aspetti dell'attuale situazione dell'Area Euro, unione monetaria che vede a guardia del fiume e della diga il governatore Mario Draghi.
Perchè, ironia della sorte, in questo articolo ritrovo quel linguaggio verbale e fotografico insieme, che m'impressionò: "Il mulo non ha sete". 
Che la cittadinanza sia raffigurata da un cavallo o da un mulo credo conti poco, che, invece, non abbia sete, è cosa molto più rilevante, soprattutto se ormai sono chiari i motivi e se oggetto delle argomentazioni è la millenaria Europa (e il recentissimo Euro) e non l'alltrettanto antico Sol Levante.
Buona lettura. Qui.
Fonte foto post, clicca qui.
Il cavallo non beve, significato economico, qui.